4 Luglio 2019

Il concorso per presidi è un disastro: il Tar del Lazio lo annulla: a rischio quasi 3mila scuole senza dirigente

 

Salta il concorso per 2900 presidi che era arrivato ormai alla fase finale dei colloqui orali. Il Tar del Lazio ha infatti accolto il ricorso contro la sua regolarità annullandolo. Una decisione che però il ministero dell’ Istruzione contesta con l’ appello al Consiglio di Stato, mentre i sindacati parlano di “disastro” e di un “calvario” per le persone coinvolte. Al concorso hanno partecipato 15 mila persone, 9600 hanno superato le prove preselettive, 3800 gli scritti, e gli orali erano in via di conclusione. I posti sono 2900 circa. Il motivo del ricorso Della Commissione esaminatrice, secondo la decisione, facevano infatti parte persone che versavano in condizione di incompatibilità, e “ne consegue che la presenza di tali membri rende illegittimo l’ operato della commissione nella parte in cui sono stati fissati i criteri di valutazione”; inoltre “ne discende ulteriormente che tale illegittimità si riverbera a cascata sull’ operato di tutte le commissioni, essendo stati i criteri di valutazione definiti da organismo illegittimamente formato”. L’ appello del Miur Contro la decisione dei giudici della sezione Terza bis, il Ministero dell’ Istruzione ha già presentato l’ appello con l’ Avvocatura dello Stato. Secondo fonti ministeriali, il Tar ha accolto il ricorso sulla base di una censura infondata; in particolare, non sussisterebbero i presupposti per la ritenuta incompatibilità di alcuni commissari. Ora il ministero punta a una sospensiva in via d’ urgenza, con la speranza di portare in salvo il concorso. Imminente decisione sulla sospensiva Il Miur in queste ore, per mezzo dell’ Avvocatura, ha anche presentato la richiesta di una sospensiva d’ urgenza che consentirebbe, se accolta dal giudice monocratico, in attesa della decisione della Camera di Consiglio attesa per fine luglio, di terminare lo svolgimento degli orali previsto per l’ 11 luglio. La decisione del Consiglio di Stato è imminente. “La sospensiva – spiega la responsabile del Dipartimento dei dirigenti scolastici Uil Scuola, Rosa Cirillo – consentirà di continuare le prove orali, di stilare e approvare la graduatoria dei vincitori di concorso. In questo modo, a settembre, cercando di ricomporre l’ intricato puzzle giuridico normativo che si va delineando nei prossimi mesi, si potrà procedere con le nomine in ruolo, con riserva, in attesa della decisione del Consiglio di Stato, che potrebbe dar seguito alla sentenza del Tar e invalidare il concorso, ovvero riformare la sentenza di primo grado”. Per salvare quanto fatto finora, si potrebbe pensare ad un preciso dispositivo legislativo, magari permettendo ai vincitori di poter fare un corso-concorso di formazione, con esame finale, per accedere alla dirigenza, suggerisce il leader della Uil Scuola, Pino Turi. A rischio 3mila scuole L’ annullamento del concorso ha gettato concorrenti e sindacati nel panico: chi ha superato le prove infatti, vede crollare l’ obiettivo dopo aver studiato per mesi e mesi; i sindacati sono preoccupati perché se la sentenza del Tar venisse confermata nelle scuole potrebbero mancare quasi 3000 dirigenti su 8300 istituzioni scolastiche. Aspiranti presidi nel panico La FLC ha dato mandato all’ ufficio legale nazionale di costituirsi ad adiuvandum, per il tramite dei candidati, davanti al Consiglio di stato, ha fatto sapere Roberta Fanfarillo, responsabile nazionale dei dirigenti scolastici per FLC CGIL. Il Codacons, al contrario, rende noto che assisterà i candidati esclusi davanti al Consiglio di Stato. “L’ annullamento del concorso è una salvezza per i tanti dirigenti scolastici ingiustamente esclusi”, sostiene. Intanto l’ opposizione lancia le accuse: “Non sarebbe stato meglio conservare il corso-concorso predisposto dal Pd, anziché bandire un concorso che ora lascia nell’ ansia migliaia di docenti?”, chiede Camilla Sgambato, responsabile Scuola del PD. “Nei mesi scorsi, avevamo sollecitato il Miur a trovare delle contromisure nell’ eventualità che alcuni dei ricorsi fossero accolti, ma il ministro non ha voluto ascoltare”, ha aggiunto la collega del Pd Simona Malpezzi. Il deputato di Fratelli d’ Italia Wanda Ferro parla di “operato pasticcione del governo”.

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