3 Dicembre 2012

«Il Comune va commissariato»

«Il Comune va commissariato»

 

 

? MASSA ? DAL TAVOLO istituzionale al commissariamento del Comune di Massa: la tensione all’ interno del comitato degli alluvionati sembra assumere i toni di una presa di posizione netta e decisa verso quella che viene additata come una totale noncuranza del territorio e totale assenza di un piano di intervento pronto e rapido nell’ emergenza del post alluvione. Il commissariamento del Comune di Massa come atto estremo, se anche il tavolo istituzionale, in cantiere in questi giorni, dovesse saltare. Sì, perché i membri del comitato alluvionati, ormai è il caso di parlare di comitato unico, quello del litorale con Casone, Bondano e Ricortola, assieme a quello della fascia ai piedi del Candia, 400 persone in tutto, sono stufi di sentirsi «prendere in giro dalle tante parole del burocratese della classe dirigente massese». Un’ altra riunione nella sede dell’ agriturismo del ?Nonno Cecco?, a Castagnara, ieri, per mettere sotto i riflettori quanto fin qua non fatto, secondo loro. A cominciare dai quattro incontri avuti con il sindaco di Massa, dalla presenza-assenza della protezione civile locale, così come le rassicurazioni del primo cittadino sulla mancata esenzione dai mutui bancari per gli alluvionati. «Il sindaco avrebbe potuto esporsi, in qualità della sua funzione, verso gli istituti di credito, per compiere un atto, anche dimostrativo di persuasione, ma non l’ ha fatto». Così Stefano Carloni, l’ organizzatore dei due incontri. Richiesta del tavolo istituzionale quindi rimarcata anche nell’ incontro di ieri con la presenza di alte rappresentanze delle istituzioni locali e non, ma il comitato in questi giorni è più organizzato anche in veste legale, per la presenza di un avvocato, Gianenrico Pesce, al quale è stato chiesto se sia possibile proporre una ?class action? per il risarcimento danni. «Difficile proporla», la risposta del legale: «si può prospettare, piuttosto, un’ azione di denuncia penale, individuando i responsabili con l’ imputazione possibile di disastro colposo». Tutto, assieme al binario parallelo dell’ azione civilistica per il risarcimento danni, con l’ appoggio della Codacons, se necessario. Presente anche un geologo, Francesco Giusti, assieme al collega Riccardo Caniparoli di Carrara, convocati in veste di consulenti. Giusti, già chiamato dal Comune di Massa dopo il disastro del ponte d’ Ognissanti del 2010, per una strategia di intervento, ha mostrato la natura del piano di sicurezza di oltre 5 milioni di euro, stanziati venerdì scorso dall’ amministrazione, per la messa in sicurezza del Candia: «Quello che occorre ? puntualizza Giusti, è cambiare atteggiamento verso la montagna: bisogna utilizzare il sistema delle briglie selettive, che trattengono i detriti e lasciano scorrere l’ acqua, il meccanismo dei pettini, ovvero barre di acciaio, che bloccano i tronchi e gli alberi, ma soprattutto serve con urgenza ripristinare le sezioni d’ alveo: in pratica allargare i torrenti». Cinque milioni sono pochi, ma sono un inizio. Sul versante-mare, invece, «esiste un altro progetto, dell’ ingegner Settesoldi, per sistemare le sezioni di deflusso dei canali», spiega il geologo. Massimo Benedetti.

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