10 Novembre 2020

IL COMUNE RITIRA DALLE STRADE 2MILA MONOPATTINI FUORILEGGE

sosta selvaggia e zero limitatori di velocità
costanza cavalli La fortuna dei principianti ha brillato su Palazzo Marino per un po’ di mesi: i monopattini sciamavano indisturbati nelle strade e sui marciapiedi, sorridevano i milanesi che non vedevano l’ ora di fare lo sgambetto agli automobilisti anche a costo di farsi del male (respirando più smog e cadendo da soli) e i turisti che li inforcavano molto per gioco e poco per necessità; ed erano contente pure le società di noleggio che si sono trovate spianate le strade di Milano. Ma la fortuna dei principianti poi finisce e tocca faticare e diventare grandi. Il Comune non l’ ha fatto e quella luce effimera si è affievolita, sono cominciate le lamentele dei residenti e dei disabili che trovavano i veicoli elettrici abbandonati sui parcheggi, davanti alle strisce pedonali, alle fermate dell’ autobus, poi è arrivata l’ impennata del numero di incidenti, infine sono partite le indagini della Procura seguite dagli esposti di esponenti politici e del Codacons. Dalla Procura, un mese fa, è arrivata la magagna decisiva: i monopattini presenti per le strade di Milano sarebbero molti di più di quanto previsto dai bandi dell’ amministrazione comunale che regola il servizio. Rispetto al tetto massimo di 750 veicoli che ogni azienda può mettere in campo, una di queste ha dichiarato di avere in circolazione in totale 1.430 monopattini. Un’ altra avrebbe oltre 200 mezzi in più. Per questo ieri all’ assessore alla Mobilità Marco Granelli è toccato di fare l’ annuncio che non avrebbe mai voluto fare: «Confermo che l’ amministrazione ha revocato tre soggetti degli otto a cui era stato autorizzato il servizio di sharing dei monopattini in città. Abbiamo adottato questa misura perché le società non hanno dato attuazione alle prescrizioni indicate, non nella predisposizione iniziale, ma nell’ esecuzione. Le violazioni sono attinenti alla velocità e al numero dei monopattini. Siamo arrivati a questa decisione dopo i controlli dei mesi scorsi e diversi avvisi. Sono rimasti in strada 3.750 monopattini». Da metà novembre, a Milano ci saranno quindi 2mila monopattini in meno, quelli appartenenti alle società di noleggio Bird, Helbiz e Circ. L’ indagine della Procura segnalava infatti altre due questioni: i parcheggi “creativi” e il mancato rispetto del limite di velocità soprattutto nelle aree pedonali, dove non si possono superare i 6 chilometri orari. «È una sconfitta di Granelli e della sua improvvisazione nel lancio dei monopattini», ha commentato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale Fabrizio De Pasquale, che nei mesi scorsi aveva denunciato l’ assenza di limitatori di velocità e di luci sui mezzi elettrici e il mancato rispetto delle modalità di ritiro dei mezzi: «Lanciare 5mila monopattini a noleggio senza aver stabilito regole e controlli, senza aver obbligato i concessionari al controllo da remoto e a una vera gestione della sosta, è stato un azzardo per gli utenti e per i pedoni», ha aggiunto l’ azzurro. A cose fatte, l’ assessorato si è premurato di comunicare, oltre alla sospensione delle tre aziende, di aver tenuto «sotto costante monitoraggio il rispetto delle regole» che aveva stabilito. Rimane la domanda: perché ci sono voluti quasi un anno e la strigliata della Procura perché il “monitoraggio” andasse a buon fine? Il Comune di Milano si è fatto prendere in giro per mesi dalle società, ipotesi che non dà certo sicurezza ai cittadini sull’ autorevolezza dell’ ente? Oppure, peggio, si beava talmente di aver reso micromobile l’ unica città italiana con pretese di europeismo da chiudere un occhio, finché ha potuto, sugli otto operatori delle “tavolette” in sharing? La società Bird intanto ha fornito una spiegazione: «Offriamo un servizio molto apprezzato dai milanesi, con decine di migliaia di persone che vi si affidano per muoversi in città mantenendo il distanziamento sociale. Ci stiamo confrontando con l’ amministrazione e abbiamo sospeso il servizio per apportare modifiche. Non vediamo l’ ora di tornare in strada per fornire alle persone una modalità di trasporto sostenibile e sicura per i loro spostamenti», ha dichiarato la General Manager Cristina Donofrio. riproduzione riservata.

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