22 Aprile 2016

Il Comune propone una sanzione di 18 euro

Il Comune propone una sanzione di 18 euro

È arrivato a uno snodo cruciale il tentativo di mediazione tra il comune di Enna e le associazioni di categoria in merito al pagamento delle bollette Tarsu 2009-2010 già oggetto di circa duemila ricorsi da parte dei cittadini che ne contestano una illegittimità per un fatto procedi mentale visto che furono approvate dalla giunta anziché dal competente consiglio comunale. Anche in questo secondo incontro a rappresentare il comune erano il vice sindaco Angelo Girasole e l’ assessore Gianpiero Cortese, i dirigenti dell’ ufficio legale e tributi. Le associazioni presenti erano invece Assoconsumatori, Centro Studi Sen. Romano, Movimento difesa del cittadino, Codacons, Movimento dei consumatori, Adiconsum, Cidec e alcuni professionisti che hanno curato i ricorsi. Dopo la prima riunione che era servita a rompere il ghiaccio e mettere sul tavolo le prime proposte, in questo secondo incontro le associazioni hanno portato la loro richiesta che era quella di applicare le tariffe deliberate nel 2003 e l’ abbattimento di sanzioni ed interessi. Su questa proposta, però, i rappresentanti del comune hanno spiegato che non c’ erano i margini ed hanno fatto una controproposta che è adesso al vaglio degli uffici comunali perchè considerata l’ ultima possibile tenuto conto che il tempo stringe. Il comune ha proposto di portare le sanzioni al 35% del minimo (equivalente a circa 18 euro), “così come consentito dalla legge” dice Cortese, l’ eventuale eliminazione degli interessi e la possibilità di rateizzare i due anni. Le proposte avanzate dai due fronti prende spunto dalla considerazione che non c’ è certezza di giudizio sui ricorsi. Questa proposta è dunque l’ ultima e, dice Cortese d’ accordo con Girasole, “attendiamo adesso il parere degli uffici che dovrebbero esprimersi entro la prossima settimana”. All’ orizzonte c’ è la scadenza, per applicare la mediazione, fissata per metà maggio ed entro questa data i cittadini dovranno conoscere quali sono le condizioni. Questa soluzione, ha aggiunto cortese, “è di equità sostanziale perchè è vero che ci sono stati circa due mila ricorsi ma è anche vero che non bisogna penalizzare chi ha pagato”. Dalle associazioni è stato inoltre spiegato che i cittadini restano comunque liberi di prendere la decisione che ritengono più opportuna rispetto anche alla posizione delle associazioni. Non resta quindi che aspettare il parere degli uffici per capire se la soluzione ipotizzare rispetta la fattibilità tecnica. WILLIAM SAVOCA.
william savoca

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