«Il Comune monitori prezzi e qualità»
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fonte:
- Il Messaggero
Le richieste dei consumatori che mercoledì incontrano l?assessore Valentini
E ora scappa fuori pure il rischio che si abbassi la qualità dei prodotti alimentari più bersagliati dai rincari. Con le attenzioni dei consumatori concentrate sui ?listini caldi“ dell?ortofrutta, è infatti scivolato in secondo piano il tema chiave della qualità, che invece dovrebbe dettare i prezzi. «Se il Comune non disporrà controlli, rilasciando certificati di qualità secondo parametri e standard rigorosi – afferma infatti allarmato Riccardo Libbi segretario dell?Unione consumatori del Lazio – presto sarà alto il rischio che nel settore alimentare prevalga una concorrenza al ribasso che porti le aziende a fissare prezzi al consumo via via più bassi a costo di abbassare la qualità dell?offerta fin a livelli scadenti». I cosiddetti consumatori organizzati dunque non si limitano più a protestare per il caro-prezzi e a contestare di volta in volta a seconda delle loro sigle il Comune,i supermercati, gli agricoltori, i negozianti, i grossisti, i venditori dei mercati rionali. Ora si devono sbilanciare con proposte concrete e richieste precise. E? finito il tempo delle ?mosche cocchiere“, dei ?pierini“, dei ?franchi tiratori“. I cittadini-consumatori chiedono fatti a difesa dei bilanci famigliari.
Seppur non di persona – ma con le loro preoccupazioni, i loro dati, le loro competenze, le loro idee, le loro proposte – mercoledì 28 pure le associazioni dei consumatori parteciperanno infatti al summit deciso dal sindaco Veltroni e dall?assessore al commercio Valentini per firmare un patto d?onore tra il Comune e produttori, distributori, dettaglianti, per monitorare e limitare i rincari dei generi alimentari e dei prodotti ortofrutticoli freschi in città. Sarà comunque una ?presenza virtuale“, perchè il giorno prima Valentini incontrerà i delegati delle più rappresentative associazioni consumeriste, per annotarne proposte e richieste contro il caro-vita.
?Il Messaggero“ è in grado di anticiparne qualcuna. «Le nostre richieste – dice Libbi – sono essenzialmente quattro. Innanzitutto, il Comune deve liberare i meccanismi concorrenziali dai cartelli corporativi e da intese sottobanco con cui certe categorie e qualche grande azienda congelano le oscillazioni dei prezzi all?ingrosso sui valori che le favoriscono, spesso ignorando i ribassi alla produzione. I consumatori devono poter conoscere i prezzi e le dinamiche secondo le quali si formano, i listini all?ingrosso e le tendenze dei prezzi al minuto almeno di certi prodotti».
La stessa associazione chiede al Comune di «tener informate le associazioni dei consumatori e i siti internet del Comune e dei Municipi sull?andamento dei prezzi nei quattro mercati comunali all?ingrosso (l?ortofrutticolo e l?ittico dell?Ostiense, il Centro carni sulla Togliatti, il Mercato dei fiori a Prati). «I monitoraggi informativi si devono comunque estendere a magazzini privati all?ingrosso – seguita Libbi – che condizionano i prezzi al consumo pure più degli impianti comunali. Occorre inoltre un sistema comunale di certificazione di qualità e di controllo dei relativi parametri per evitare che tensioni sui prezzi, spinte al rialzo, stagnazione dei consumi e recessione spingano le imprese a una concorrenza al ribasso basata sulla riduzione dei costi e della qualità dell?offerta».
Più semplicemente, secondo il ?Codacons“ «ci vuol un patto ben preciso tra le parti, che blocchi i listini sui livelli dei prezzi al dettaglio di fine di luglio ed il rigoroso rispetto del quale sia garantito da controlli severi a tappeto che dissuadano i commercianti da ogni tentativo di sgarro».
Per il vertice di mercoledì 28, l?Aduc chiede invece che compaia un doppio cartellino sull?ortrofrutta in vendita in supermercati, negozi, mercati. «Con il prezzo alla produzione – dice il segretario Primo Mastrantoni – e il prezzo al dettaglio». Mancherebbe così il (ben più importante) prezzo all?ingrosso pagato dal rivenditore. Ma è un particolare trascurabile in questa calda vigilia polemica del summit comunale anti-rincari, nella quale il ?Codacons“ ha un?ultima frecciata incendiaria da scoccare: «Sarà invitata solo qualche finta associazione amica della giunta…».
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