3 Marzo 2016

Il Comune: «Aiuto, debiti fino al 2037»

Il Comune: «Aiuto, debiti fino al 2037»
conti in rossoil sindaco
chiede alla regione di accedere al fondo per gli enti locali in
difficoltà. la minoranza: sono con le spalle al muro

di Gianna Zazzara NUORO Il Comune di Nuoro è indebitato fino all’ osso. I debiti fuori bilancio accumulati negli ultimi 20 anni dalle precedenti amministrazioni stanno mettendo a serio rischio il bilancio comunale. Servono soldi, e in fretta. Per questo il sindaco Andrea Soddu ha preso carta e penna e ha chiesto alla Regione un aiuto straordinario «per adempiere alle sentenze relative ad avvenuti investimenti ed espropriazioni i cui oneri non sono sostenibili con le ordinarie disponibilità finanziarie dell’ ente». Una situazione finanziaria «difficile» da governare, sottolinea il sindaco nella lettera, aggravata da «una crisi economica e sociale senza precedenti». «Nessun rischio default per il Comune – precisa il sindaco – C’ è una situazione debitoria pesante, è vero, ci siamo indebitati con la Cassa depositi e prestiti fino al 2037, ma non c’ era altra soluzione. Quei debiti, accumulati dalle precedenti amministrazioni, andavano pagati». Ma Soddu non ci sta a fare da caprio espiatorio: con un fardello così pesante sulle spalle la sua azione politica è limitata. Le rate di mutuo costano infatti all’ amministrazione 5 milioni di euro l’ anno. «Ho chiesto alla Regione la possibilità per il Comune di accedere al fondo previsto per gli enti locali in condizioni di sofferenza finanziaria. In tutto ci sono dieci milioni a disposizione e spero che la dotazione di questo fondo venga aumentata nella Finanziaria in discussione al Consiglio regionale. In questo modo avremmo un po’ di respiro e più denaro per aiutare i cittadini». Anche perché, dice Soddu, quei debiti fuori bilancio derivano da opere pubbliche finanziate interamente dalla Regione, il cui costo è esploso a causa delle indennità di esproprio o dei risarcimenti milionari ai quali è stato condannato negli anni il Comune. Basti pensare al palazzetto dello sport di Tanca ‘e Sena, una delle 67 opere incompiute della Sardegna, come ha di recente denunciato il Codacons. Di quell’ opera restano solo i piloni in cemento armato conficcati nel terreno e un debito di un milione e mezzo di euro a carico delle casse del Comune. L’ associazione di imprese che si era aggiudicata i lavori, infatti, era stata costretta a interrompere i lavori a causa di errori nella progettazione della struttura; ne era nato un contenzioso che si è concluso con la condanna del Comune a 2 milioni e 700 mila euro poi ridotti, grazie a una transazione, a un milione e mezzo. «Il Comune ha contratto mutui per 30 milioni di euro per le opere pubbliche realizzate con il concorso della Regione – conferma l’ assessore al bilancio Raffaelina Denti – Per questo deve assumersene la responsabilità. I costi non possono essere scaricati tutti sulle spalle dei cittadini». Sui conti, però, l’ assessore si dice serena. «Il Comune non è sull’ orlo del fallimento – rassicura – Abbiamo chiesto alla Regione di accedere al fondo previsto per i comuni in difficoltà finanziarie. Lo hanno fatto anche altre amministrazioni in passato. Sarebbe stato irresponsabile non farlo». Dura la minoranza, che intravede dietro la richiesta di aiuto alla Regione la disperazione della Giunta. «Sono con le spalle al muro – commenta il consigliere di minoranza Pierluigi Saiu – I conti del Comune sono al collasso e la lettera inviata alla Regione conferma la gravità della situazione. Non c’ è stato alcun risanamento in questi mesi, nonostante qualcuno, nella nuova amministrazione, abbia provato a farlo credere». Non solo. «Il consiglio comunale non è stato informato di questa richiesta di salvataggio, l’ amministrazione aveva assicurato di aver messo in sicurezza i conti. E invece ora scopriamo che i conti del Comune sono al collasso». Per la minoranza «la città deve sapere quello che sta succedendo e deve sapere quale sia la strategia che questa nuova amministrazione vuole mettere in campo. Ammesso che ce ne sia una».
 

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