5 Gennaio 2014

Il commercio si “affida” ai saldi

Il commercio si “affida” ai saldi

«Negli ultimi anni siamo stati preda di una slavina travolgente. Ma rispetto al pessimismo generale iniziamo ad intravedere qualche spiraglio positivo». Così Angelo Chessari, responsabile provinciale Federmoda, “costola” di Confcommercio, nella giornata di ieri, che ha segnato lo “spartiacque” tra il concluso periodo natalizio e quello dei saldi, appena avviato, prova a guardare oltre la crisi economica. «Nonostante le previsioni negative – spiega – gli acquisti natalizi sono andati abbastanza bene. Ciò al netto della scarsa fluidità negli acquisti di oggi (ieri, n.d.c.), primo giorno di saldi, complici le ridotte disponibilità economiche dei cittadini, causa tasse ed imposte varie. Noi commercianti, però, siamo chiamati a guardare al futuro con rinnovato vigore ed ottimismo, cercando d’ incentivare e valorizzare la nostra città con orgoglio, a partire dal “salotto” di via Roma». L’ affollamento registrato ieri mattina proprio in questa zona (che qualcuno immaginava perfino riaperta al traffico viario, nonostante l’ intervento di restyling già effettuato, n.d.c.) con il corredo di borse e pacchetti all’ uscita dei negozi, del resto, sembrava testimoniare una situazione migliore, ad esempio, rispetto allo scorso anno. «Il no stro settore – conferma Chessari – ha vissuto un profondo periodo di crisi negli ultimi anni, ora sembra tornata una maggiore to di un altro commerciante della zona: «I saldi sono andati bene? Lo dirò a fine serata. Certo, il periodo natalizio non è stato affatto roseo, con una contrazione, rispetto al già non esaltante anno scorso, di circa il 20 per cento». Regnano dunque opinioni contrastanti tra gli esercizi commerciali del centro e non solo. «Rispetto al passato, gli acquisti natalizi sono rimasti invariati. – spiega un altro commerciante – Sono cambiati i tempie le modalità: prima si acquistava in anticipo, orasi preferisce il cosiddetto last minute. Per quanto riguarda i saldi, staremo a vedere, ma a mio avviso le capacità di spesa restano invariate. Chi non può acquistare un capo di abbigliamento a prezzo intero, non può certo farlo, dopo pochi giorno, nonostante gli sconti». Anche perché, afferma il titolare di un negozio di abbigliamento nella periferia Sud, «i saldi non sono certo iniziati adesso». Un dato, questo, confermato anche dallo stesso Chessari: «Gli sconti in periodi non programmati non sono ammissibili – spiega – Su questo, del resto, la mia associazione è già intervenuta, raccogliendo segnalazioni provenienti da tutta la provincia e girandole agli organi competenti. Le regole si rispettano». Il consueto mini -sondaggio tra i cittadini impegnati nei clas sici “fugaci” sguardi alle vetrine, testimonia una capacità di spesa massima intorno a 140-160 euro; ma diversi potenziali acquirenti si fermano ben al disotto di 100 euro complessivi. Una soglia di spesa, del resto, inferiore a 200 euro a famiglia indicata dal Codacons, nelle consuete stime pre-saldi. Il segretario nazionale dell’ associazione, Francesco Tanasi, oltre a lanciare la campagna per i “saldi in farmacia” e le dieci regole auree ai consumatori per evitare “fregature”, quali i prezzi gonfiati, nei giorni scorsi aveva fornito stime relative ad una riduzione media del15 percento rispetto alle spese per i precedenti saldi invernali, con solo il 35 per cento delle famiglie siciliane intenzionate ad effettuare qualche acquisto. Dello stesso tenore anche l’ in tervento del presidente provinciale Adiconsum, Gianni Cerruto, il quale ha sottolineato la necessità di fare attenzione «alle reali opportunità di risparmio, valutando il rapporto tra qualità e prezzo» ed invitando a denunciare «qualsiasi anomalia all’ ufficio di polizia annonaria del Comune, o, in alternativa, segnalare il caso alla nostra associazione».4.
davide allocca

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