IL COMMERCIO E I RINCARI
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fonte:
- Il Mattino
Caro-vita, le associazioni dei consumatori tornano alla carica e le più battagliere (quelle dell`Intesa dei consumatori, che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) annunciano un nuovo sciopero della spesa per martedì 16 settembre. Questa volta i consumatori fanno sul serio. È in programma anche un sit in di protesta in piazza Amendola, alla prefettura. Già partita anche una richiesta alla Questura per ottenere il nulla osta per il sit-in.
«Stiamo definendo gli ultimi dettagli organizzativi con le altre associazioni – spiega il presidente del Codacons Enrico Marchetti – e presto l`articolazione della protesta verrà presentata alla cittadinanza. Inoltre – aggiunge Marchetti – di qui a qualche giorno allestiremo dei gazebo in Piazza Portanova per informare l`intera cittadinanza sulle mobilitazioni che abbiamo in cantiere».
Le ragioni dello sciopero sono, essenzialmente, le stesse che, esattamente un anno fa (il 12 settembre), portarono ad un`altra giornata di sciopero che in verità, almeno in provincia di Salerno, non ebbe un grande seguito. Sarà che i rincari, questa volta, hanno interessato anche quei generi, come gli alimentari, difficile da mettere al bando, sia pure solo per un giorno.
«Se abbiamo deciso di riproporre lo sciopero della spesa – dice Marchetti – è perché continuiamo a verificare e constatare aumenti considerevoli, indiscriminati e spesso assolutamente ingiustificati. Si dice qualche volta che si tratta di rincari lievi: la verità è invece che in molti casi i prezzi sono raddoppiati. E ogni aumento ne trascina con sé altri: è una catena che vogliamo finalmente rompere».
Il cartello dell`Intesa dei consumatori ha provato anche a buttar giù due calcoli: ne è venuto fuori che se a settembre del 2002 vi era una ragione per scioperare, a fronte di aumenti medi per ciascuna famiglia di 1381 euro, oggi di ragioni ve ne sono più d`una. Fino al 2004, prevedono infatti le quattro associazioni, ogni famiglia dovrà sborsare, tra i vari rincari, altri 1436 euro. Come a dire: l`avvento della nuova moneta, nel giugno prossimo, sarà costato ad ogni famiglia italiana la bellezza di 2817 euro. E tanto dovrà sborsare in più ogni anno una famiglia media italiana per sbarcare il lunario, acquistando gli stessi generi del 2002. La stangata, per l`Intesa dei consumatori, è dovuta in particolare ai ricanri di generi alimentari, assicurazioni, bevande e tabacchi, abbigliamento e calzature ma anche alberghi, bar e ristoranti.
«Il dato inconfutabile – commenta il presidente provinciale dell`Adusbef, Ivan Lambiasi – è che al momento della conversione dei prezzi, molti hanno equiparato le mille lire all`euro. Il potere di acquisto dei salari si è, di conseguenza, dimezzato». Quello che secondo Lambiasi sarebbe ancor più grave è che, a pagarne le spese, sono stati i lavoratori dipendenti e i pensionati. «Mentre infatti – spiega – i liberi professionisti hanno potuto a catena far ricadere i rincari sui propri clienti, per il pensionato, ad esempio, è stato estremamente difficoltoso fronteggiare questi aumenti».
Logiche di mercato dietro i rincari? Per l`Adusbef manco a parlarne, che sciorina esempi a iosa: «Per la Rc auto – dice Lambiasi – ci è sempre stato detto che i premi aumentavano per l`eccessivo numero dei sinistri. Perché ora che gli incidenti sono diminuiti i premi non calano?». E ancora: «Il prezzo della benzina, all`inizio dell`anno, è balzato alle stelle per effetto della guerra in Iraq. Perché ora che la situazione si è stabilizzata ed il prezzo del greggio è sceso, un pieno di carburante costa sempre di più?». Allora, hanno concluso le quattro associazioni all`unisono, per un giorno meglio incrociare le braccia e rinunciare allo shopping. Servirà a riportare il mercato ai livelli di due anni fa? In pochi ci credono. Ma se non altro, servirà a ribadire, ancora una volta, che i consumatori hanno le scatole piene.
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