7 Luglio 2015

Il comitato tra ricorso al Tar e brindisi in strada L’attesa in largo Domodossola

Il comitato tra ricorso al Tar e brindisi in strada L’attesa in largo Domodossola

– MILANO – OLTRE 5 ORE in attesa e in presidio, con musica, striscioni e cartelli, sotto le finestre di Fondazione Fiera sfidando l’ afa scaricata su Milano da Flegetonte, l’ anticiclone africano che deve il suo nome ad uno dei fiumi che solcano l’ Ade, che solcano l’ inferno, casa di quel Diavolo che, nel gergo pallonaro, da sempre è sinonimo di Milan. Incuranti e indomiti i residenti che hanno costituito il comitato «No Stadio» si sono dati appuntamento ieri pomeriggio, fin dalle 13, in largo Domodossola per ribadire fino all’ ultimo minuto utile la loro opposizione al progetto del club rossonero e il loro sostegno alla «Milano Alta» del gruppo Vitali. Il rinvio del verdetto è arrivato solo poi. E così i «No Stadio» sono costretti a restare ancora per qualche giorno fermi davanti ad un bivio, quello espresso da Francesco Pappalettera: «Se Fondazione Fiera premia la proposta del Milan, facciamo ricorso al Tar, insieme al Codacons e a chi vorrà unirsi, contestando il fatto che l’ area del Portello non può proprio ospitare uno stadio. Se invece vince Vitali siamo pronti a festeggiare in strada». Accanto a lui c’ è Rolando Mastrodonato: «Perché il Comune finora è stato zitto? – si chiede – Non esprimendosi sui progetti, l’ amministrazione comunale è venuta meno ai suoi compiti di indirizzo e controllo». «I paragoni tra l’ eventuale nuovo stadio del Milan al Portello e quello del Bayern Monaco non reggono perché in Germania i cittadini hanno potuto esprimersi preventivamente e così è stato anche per alcuni stadi inglesi, tra quelli nuovi. Qui i cittadini sembrano non contare niente» dice Alda Damiani. «Assurdo fare uno stadio così vicino alle case» sentenzia Dario Radice. «Al Portello lo stadio non ci sta» fa eco Donatella De Col. Gi. An.
 

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