14 Agosto 2016

Il comitato: «Ricorso al Tar per bloccare il forno crematorio»

Il comitato: «Ricorso al Tar per bloccare il forno crematorio»

i cittadini sicuri: «una delibera di consiglio comunale del 2013 vieta di realizzare qualunque impianto di incenerimento» per i residenti di s. lucia e punton de’ rocchi il progetto approvato è sproporzionato rispetto alle esigenze del territorio
L’ OPPOSIZIONE Il forno crematorio non si deve fare. Questa la volontà degli abitanti della zona di Punton de Rocchi e Santa Lucia, che l’ altra sera si sono radunati nell’ area adiacente la caserma De Carolis per fare il punto della situazione e cercare di mettere in atto una strategia comune per impedire che si realizz sul territorio «l’ ennesima minaccia alla salute dei civitavecchiesi». Nonostante il periodo, la presenza della popolazione non è mancata. Una trentina di abitanti ha infatti partecipato all’ accesa discussione dalla quale è emersa l’ esigenza di adottare tutte le misure possibile per evitare che il progetto prenda forma. E la prima è quella di verificare se ci sono gli estremi per poter ricorrere al Tar e, in merito, il comitato sta valutando se rivolgersi a un legale privato oppure affidare l’ intera partita al Codacons. «Dalla lettura dei documenti che siamo riusciti a rintracciare sul progetto – spiega uno dei portavoce, Francesco Cristini – secondo noi ci sono gli estremi per poter coinvolgere il Tribunale del Lazio e tentare così di bloccare il progetto». Dalla parte dei cittadini, infatti, c’ è la famosa delibera 134, quella promossa dagli esponenti di Sel nell’ ottobre del 2013, che esprimeva netta contrarietà all’ incenerimento di qualsiasi materiale inquinante sul territorio cittadino. Delibera corredata anche dalla mozione, presentata dall’ allora consigliere Giancarlo Frascarelli, che aggiungeva la dicitura qualsiasi impianto, rafforzando ulteriormente la volontà dell’ assise, e dei cittadini, a evitare nuove servitù ambientali. E vogliono proprio partire da qui gli abitanti che chiedono all’ amministrazione pentastellata di bloccare subito il progetto che i residenti erano riusciti a far stoppare al commissario prefettizio Ferdinando Santorello. «Ci sono molte cose che secondo noi non quadrano dal punto di vista amministrativo – aggiunge Cristini – e su queste faremo leva. Come ad esempio la questione relativa alla variante urbanistica utilizzata. E’ stata proprio l’ amministrazione attuale a trovare nel vecchio progetto di realizzazione del cimitero nuovo la possibilità di installare un impianto di cremazione per la quale erano già previste le volumetrie e individuata l’ area. Proprio per questo il Comune ha imposto alla società vincitrice dell’ appalto di modificare il progetto secondo i criteri previsti in quella variante degli anni 80. Ma non ha ritoccato minimamente la potenza dell’ impianto che rimane al di sopra delle reali necessità della popolazione civitavecchiese». I residenti, che si sono riuniti in un comitato, hanno sciolto l’ assemblea di venerdì con l’ impegno a rivedersi subito dopo Ferragosto e decidere così i prossimi passi. «Non siamo contrari alla cremazione – conclude Cristini – crediamo però che oggi le tecnologie a disposizione possano offrire alternative più sane all’ impianto che si vuole realizzare a Civitavecchia che di certo rilascia nell’ aria diossina, mercurio e altre sostanze inquinanti». Infine il comitato sta valutando di coinvolgere le massime istituzioni sanitarie cittadine e non – Comune, Asl e Arpa – e chiedere una verifica della salubrità dell’ aria e del terreno dell’ area. Giulia Amato © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giulia amato

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