Il comitato: «Allarme Fonderie, Calabrese sottovaluta»
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fonte:
- Il Mattino
Giovanna Di Giorgio Da una parte c’ è il Codacons che si spolmona nel chiedere la chiusura delle Fonderie Pisano. Dall’ altra c’ è il comitato «Salute e vita» che si dice deluso dalle «risposte in politichese» date dall’ assessore Gerardo Calabrese rispetto ai dati emersi dai controlli straordinari dell’ Arpac. E poi c’ è lui, Vincenzo De Luca. Che nel discorso tivù del venerdì trova spazio per Venezia e la vicenda Mose, fa posto ai «negozi rimasti al grezzo a Sant’ Eustachio» e riserva tempo perfino a Maurizio Casagrande e a un film da girare a Salerno nel periodo di Luci d’ artista. Ma sull’ inquinamento del fiume Irno niente. Tace. Il sindaco resta ancora in silenzio. Eppure i risultati pubblicati dall’ Arpa Campania riguardano proprio il corso d’ acqua che attraversa la città di cui è primo cittadino. E non è che si tratti di dati proprio confortanti. D’ altro canto, a commentare i valori emersi dalle analisi dei sedimenti prelevati a valle dello scarico delle fonderie di via dei Greci era stato l’ assessore all’ ambiente. Le cui parole non sono piaciute a Lorenzo Forte. «Sono parziali i dati riguardanti l’ aria, ma i valori relativi ai sedimenti fluviali sono reali, definitivi e gravemente allarmanti». Il portavoce del comitato di Fratte non ci sta a sentirsi rispondere picche alla richiesta di provvedimenti urgenti a tutela della salute. E non è d’ accordo neppure sull’ impossibilità d’ azione dipinta da Calabrese: «L’ Arpac sta facendo il suo dovere, ovvero fotografare l’ inquinamento nella valle dell’ Irno. Ha prelevato campioni di sedimenti a monte e a valle delle fonderie con risultati che dicono che a monte va tutto bene e a valle c’ è l’ infermo. Che deve fare di più?». A dover agire, per Forte, è il Comune: «Non chiediamo la chiusura delle fonderie ? chiarisce ? Vogliamo che l’ assessore pretenda dall’ Asl una risposta circa i pericoli per la salute rispetto alla presenza di idrocarburi e metalli pesanti». E conclude: «In attesa di riscontri circa gli impegni assunti nell’ incontro di aprile, il Comune preveda degli interventi, almeno più sorveglianza sul fiume». Meno diplomatico, a tratti irruento, è Matteo Marchetti. Il vice segretario nazionale del Codacons si rivolge non solo al sindaco di Salerno, ma anche al ministro dell’ ambiente Gianluca Galletti e alla Procura della Repubblica e chiede che «le Fonderie Pisano vengano prima sequestrate e poi chiuse». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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