4 Dicembre 2014

Il comandante? Ha guadagnato punti

Il comandante? Ha guadagnato punti

di Alfredo Faetti GROSSETO Ha lasciato il sorriso giocoso, ma ne ha guadagnato in autorevolezza. Secondo qualcuno avrebbe guadagnato punti. Sono gli avvocati stessi a descriverlo così: un Francesco Schettino preparato, più forte, capace di tenere duro davanti le domande di Leopizzi. «Su alcuni punti è indifendibile – dice ad esempio Cesare Bulgheroni, legale di parte civile per Giustizia per la Concordia – ma si sta difendendo bene». Sono proprio le parti civili a fare un primo bilancio di questa udienza fiume che, c’ è da scommetterci, durerà ancora qualche giorno. Ore e ore d’ interrogatorio davanti a cui l’ ex comandante ha ceduto solo quando la stanchezza ha preso il sopravvento. «È preparato, più consapevole, più determinato» continua Bulgheroni, che dalla sala del teatro Moderno ha seguito con attenzione il botta e risposta tra pm e imputato. E l’ impressione generale tra gli addetti ai lavori è che la Procura possa essere un po’ in difficoltà di fronte alle risposte e ai metodi sfuggenti dell’ uomo di Meta di Sorrento. «Si sta delineando la direzione unilaterale dell’ accusa, la stessa tenuta dall’ inizio – dice Giuliano Leuzzi, avvocato Codacons – È una direzione monca, comunque. E Schettino con le sue risposte sta dimostrando che le responsabilità di questa tragedia non è solo sua, ma anche di altri». Il rappresentante dell’ associazione non lo dice, ma parla di Costa Crociere. «Ci penseremo noi ad approfondire queste questioni» annuncia. Mentre le parti civili si convincono della sua nuova immagine d’ autorevolezza come teste, Schettino nel secondo giorno lascia da parte l’ aspetto gioviale della sua figura. È più schivo, più silenzioso, più solitario. Anche a colazione, prima dell’ inizio dell’ udienza, vuole starsene per conto suo. Non beve il caffè al bancone come sempre, ma se lo fa portare dalla barista nel piccolo cortile del teatro. Durante le pause, non parla con nessuno se non con i suoi cari al telefono. Neanche a pranzo, dove per un attimo assistiamo a una scena impensabile fino a poco fa: sala gremita di giornalisti e avvocati che mangiano e lui, grande protagonista legato alla Concordia, da solo in mezzo alla sala. Nessuno che lo avvicina, nessuno che gli fa delle domande. L’ unico motivo per cui la sala si accorge di lui è il suono del metal detector all’ entrata che suona quando si avvicina troppo con il cellulare. «Rientro» dice alla persona dall’ altro capo del telefono e dopo un sospiro torna in aula. «È astuto» dice Alessandra Guarini, anche lei avvocato di Giustizia per la Concordia. «Sta snocciolando la sua versione dei fatti e benché alcune parti siano anche inverosimili, sta tenendo davanti le domande del pm». Intendiamoci: le parti civili non stanno elogiando Schettino, né entrano troppo nel merito della sua linea difensiva, ma guardano la preparazione e la forza di un uomo salito sul banco degli imputati pronto a difendersi fino all’ ultimo, nonostante per la stragrande maggioranza delle persone sia già stato condannato. A domanda precisa, gli avvocati lo ammettono: la Procura è in difficoltà con le risposte di Schettino. «La Procura sta portando avanti il suo lavoro – riprende Guarini – Ma l’ imputato si sta difendendo in modo intelligente». Si nota dal tono delle risposte: quando sa bene cosa ribattere a Leopizzi, l’ ex comandante parte a tono sicuro; quando invece viene colto di sorpresa, cerca di svincolarsi. «Risponda sì o no» ripete il pm in più occasioni. E mai una volta che Schettino dica sì o no. Arranca, la prende larga, scivola via. È un metodo, del resto. Ma non è detto che sia vincente. «Non penso riuscirà a convincere il collegio – conclude Guarini – dato che non è riuscito a convincere noi».
 

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