Il colosso, la contesa di condominio e i vertici di Hera finiti nel mirino
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fonte:
- Corriere di Bologna
«Più manutenzione o cambio i vertici di Hera». Così ha tuonato domenica il candidato sindaco Matteo Lepore durante il primo confronto pubblico con Isabella Conti organizzato dai Verdi. La multiutility è finita negli ingranaggi della campagna delle primarie: il caso sottoposto al Comune da alcuni residenti dei palazzi di via Galeazza, Casteldebole, è stato infatti usato da Lepore durante il confronto con la Conti per mandare un avvertimento alla partecipata e strizzare quindi l’occhio ai cittadini scontenti di Hera. Forse più la seconda che la prima. Perché cambiare i vertici di Hera, che resteranno in carica fino alla primavera 2023, non è una cosa che si può fare a cuor leggero: la revoca è possibile da codice per giusta causa, altrimenti c’è il rischio di risarcimento danni. decidere la revoca, così come la nomina, dev’essere l’assemblea degli azionisti. Evidentemente per il candidato sindaco Lepore sarebbe una giusta causa quel che è successo in via Galeazza ai civici dal 6 al 28. In questi tre palazzi popolari a nove piani, con quattro scale ciascuno, vivono 216 famiglie. Un anno e mezzo fa Hera ha avvisato gli abitanti che avrebbe dovuto diminuire la pressione dell’acqua erogata, decisione che avrà come conseguenza la mancata erogazione dell’acqua ai piani alti, dal settimo al nono. La soluzione è mettere 12 autoclavi, 4 per ogni palazzo. spese però dei condòmi- che hanno provato una mediazione attraverso il Codacons, senza successo. Una situazione «inaccettabile» per Lepore. «Non si può chiedere ai cittadini di pagare di tasca propria — ha detto — perché la società non vuole investire sulla manutenzione delle tubature. Non può essere che Hera stacchi un dividendo di 140 milioni di utile netto e non faccia manutenzione. Hera fa un piano straordinario di manutenzione, se i vertici non seguono le indicazioni del Comune, vanno cambiati». vertici sono Stefano Venier, amministratore delegato designato dall’area bolognese in particolare da Palazzo d’Accursio e Tomaso Tommasi di Vignano, presidente designato dall’area di Rimini. Nessuno dei due si è espresso sull’attacco di Lepore. Ma da Hera non è mancata la risposta sul caso portato nella tenzone elettorale e sull’impegno economico della multiutility: «Quasi 150 i milioni investiti negli ultimi 5 anni nel ciclo idrico». Ma non sfugge il ondivise con i Comuni: «Tutte le azioni intraprese, tese a variare l’assetto di esercizio, vengono definite di concerto con le amministrazioni. È il caso anche della gestione della pressione della rete idrica». Insomma i Comuni sanno bene che «da un paio d’anni in provincia di Bologna e in città in particolare, c’è un importante progetto di razionalizzazione delle pressioni di rete». Proprio per evitare rotture e dispersione. Qui si inserisce il caso- dove «solo una decina di utenze ha un’al ? La società Ai condòmini di Borgo Panigale sono state concesse tempistiche di adeguamento più ampie tezza sopra i 35 metri» per cui servirebbe «una pressione eccessiva con danni alla rete idrica». La soluzione per Hera è ridurre la pressione e che i palazzi si dotino di autoclave, sostenendone la spesa, perché la multiutility può tecnicamente arrivare solo fino al contatore. Ma «questa attività — sottolinea Hera — è sempre preceduta dalla condivisione del progetto con le amministrazioni, per Bologna con i presidenti di Quartiere». comunque ai condòmini di Borgo Panigale «sono state concesse tempistiche di adeguamento più ampie». poi: «A fine aprile anche a tutti i sindaci è stato presentato il piano industriale che prevede investimenti di 3,2 miliardi sul territori, circa il 40% in più rispetto alla media degli ultimi 5 anni; 1 miliardo è destinato al ciclo idrico integrato». Daniela Corneo ì
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