10 Gennaio 2012

Il Colosseo in stand by Sperando che Tod’ s non decida di defilarsi

Il Colosseo in stand by Sperando che Tod’ s non decida di defilarsi

L’ Antitrust ha dato ragione al Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dei consumatori, rilevando alcune distorsioni della concorrenza nell’ accordo che affida i lavori di restauro del Colosseo al gruppo Tod’ s . L’ associazione si era rivolta all’ Autorità per la concorrenza per valutare la correttezza della procedura che ha portato ad affidare la sponsorizzazione dell’ Anfiteatro Flavio al gruppo guidato da Diego Della Valle. L’ Antitrust ha individuato alcune incongruenze tra l’ avviso che mira a reperire sponsor per il finanziamento degli interventi sul Colosseo e l’ accordo con Tod’ s che «si risolve nella semplice messa a disposizione di una somma di denaro, a fronte della possibilità di avvalersi dei diritti di sfruttamento dell’ immagine del Colosseo». Tanto più che l’ accordo «prevede una durata del periodo di sfruttamento dei diritti ben superiore ai limiti introdotti dall’ avviso, pari a due anni oltre il termine di conclusione dei lavori in favore di Tod’ s e a 15 anni in favore dell’ associazione che deve essere istituita da Tod’ s ». La scelta poi di optare per una procedura negoziata, svoltasi interpellando un numero molto limitato di soggetti, appare come una indebita restrizione del confronto concorrenziale che avrebbe potuto portare l’ amministrazione appaltante a beneficiare di un’ offerta più vantaggiosa». L’ Antitrust a questo punto chiede che l’ amministrazione dia la più ampia pubblicità all’ appalto e afferma che non pare rispondere a tale criterio il ricorso «a una procedura negoziata, condotta interpellando un numero di soggetti estremamente limitato, senza aver dato adeguata pubblicità alla possibilità di fare ricorso alla mera sponsorizzazione finanziaria e al fatto che gli oneri posti a carico dell’ eventuale sponsor erano stati sostanzialmente ridimensionati». Ultimo appunto riguarda infine i tempi stretti entro cui si è svolta la trattativa privata con i soggetti interessati: una volta ricevuta la proposta del gruppo Tod’ s , l’ amministrazione ha assegnato agli altri interessati un termine inferiore a 48 ore per la presentazione delle offerte, «termine inadeguato a consentire l’ esperimento di un’ effettiva competizione». «Sono sconcertato dall’ ostinazione con cui alcune realtà associative cercano di impedire o rinviare gli appalti per il restauro del Colosseo», è stata la replica del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, parlando di battaglia ideologica contro un gruppo che «dopo una gara pubblica a bando europeo mette a disposizione del ministro dei Beni Culturali 25 milioni di euro in sponsorizzazioni per restauri che saranno affidati in base a bandi lanciati dalla stessa pubblica amministrazione statale». «Il nostro fine non è certo impedire il restauro del Colosseo», ha ribattuto il Codacons. Che dire? Si rifaccia dunque la gara, però in tempi stretti perché il Colosseo non può attendere troppo. Quanto all’ ipotesi che qualcuno possa offrire più dei 25 milioni di Tod’ s , è un’ ipotesi sulla quale restiamo scettici, ma non si sa mai. Ora però si apre anche il rischio che sia Della Valle a decidere di defilarsi. E se dovesse accadere, sarebbe l’ ennesima zappa tirata sui suoi piedi di questa povera Italia da una burocrazia becera che peggio non si può.

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