Il col. Porzio: «Quel conto rimborsato senza che il pranzo fosse stato pagato»
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fonte:
- Giornale di Sicilia
A distanza di cinque mesi dall’ ultima udienza e dopo infiniti rinvii (fra indisponibilità dei giudici, sciopero degli avvocati e un problema di salute dell’ imputato) entra nel vivo il processo a carico del presidente della Provincia Eugenio D’ Orsi. Ieri mattina poco prima delle 10.30 l’ uomo politico del Mpa, accompagnato da un gruppetto di amici e assessori della sua giunta (fra questi Angelo Biondi, Francescocristian Schembri e Paolo Ferrara), è arrivato in tribunale e ha atteso davanti all’ aula 7. Il presidente della prima sezione penale Giuseppe Melisenda Giambertoni (a latere Michele Còntini e Gianfranca Infantino) chiama l’ ultimo processo fissato per la mattina. D’ Orsi si siede accanto ai suoi avvocati Daniela Posante, Giuseppe Scozzari e Gaetano Bruna. Sul banco dei testi si siede il col. della Finanza Pasquale Porzio che ha coordinato tutte le indagini a carico del presidente della Provincia. Ieri è stata la volta dell’ esame del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del pubblico ministero Giacomo Forte e di quello della parte civile. Prossima udienza il 9 luglio. SPESE ISTITUZIONALI. IMPOSSIBILE COMPRENDERNE IL FINE. Pm Giacomo Forte: Colonnello, ci spiega come nasce l’ indagine? Col. Porzio.L’ indagine nasce dall’ analisi del consumo anomalo delle carte di debito della Provincia. L’ economo all’ epoca era Antonino Amato. Per questo abbiamo deciso di sentirlo e abbiamo ascoltato tutti gli altri economi che si sono alternati a partire dal 2008. (Subito prime schermaglie fra accusa e difesa. L’ avvocato Daniela Posante si oppone al modo di porre le domande, replica il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo. Il presidente Melisenda Giambertoni riporta la calma). Proc. Fonzo: Quali anomalie avete riscontrato? Col. Porzio: Abbiamo notato che non c’ erano neppure le ricevute fiscali ma solo il visto del dirigente. Era difficile comprendere quale fosse il fine istituzionale. Non erano indicai neppure i beneficiari dei pranzi e delle cene. C’ era scritto solo rimborso per pranzi. E basta. I documenti, invece, devono essere dettagliati. Proc. Fonzo: Non si comprendeva ad esempio chi aveva pranzato o cenato? Col Porzio: Non solo. Era del tutto impossibile accertare anche a cosa servissero queste spese. Non c’ era alcuna giustificazione. In alcuni casi non c’ era neppure la ricevuta. Oppure il conto non era stato neppure pagato. Un conto al ristorante Piper è stato rimborsato senza che nessuno abbia pagato. Proc. Fonzo: Scusi, sta dicendo che nessuno aveva pagato il conto ma la Provincia lo aveva rimborsato ugualmente? Col. Porzio: Sì, procuratore. esattamente così. Pm Forte: Scusi. I funzionari, invece, cosa avrebbero dovuto fare?. Col. Porzio: Avrebbero dovuto controllare il fine istituzionale e la documentazione. Inoltre abbiamo riscontrato molte anomalie. Proc. Fonzo: Ci spieghi meglio. NON SOLO PRANZI E CENE. “SPESE TROPPO ALLEGRE PER OGGETTI DI RAPPRESENTENZA”. Col Porzio: Le spese di oggettistica erano al di fuori dei limiti. In base alla normativa devono essere di modica entità. In sostanza non devono superare i 50 euro. Abbiamo invece riscontrato spese di 200, 250 o 400 euro. Si trattava di penne Montblanc o agende in pelle. E in ogni caso non si comprendeva in nessun modo a cosa servissero e chi dovesse utilizzarle. Proc. Fonzo: Cosa altro avete accertato sul punto? Col. Porzio: Non c’ era alcuna trattativa privata con i negozi. Si acquistavano gli oggetti dalle ditte Luparello o Sarcuto senza alcuna verifica, come se ci fosse una sorta di esclusiva. Le spese venivano autorizzate dal presidente della Provincia D’ Orsi. Alle 11,27 D’ Orsi va via. Chiedo scusa presidente ma devo andare, ho necessità di ricevere il ministro tunisino. Prosegue l’ audizione del colonnello delle Fiamme Gialle. Col. Porzio: Non c’ era alcun motivo che intervenisse il presidente dell’ ente. In base al testo unico sugli enti locali spetta agli uffici e non all’ organo politico. INCARICHI A PROFESSIONISTI ESTERNI. “NON C’ ERA ALCUN MOTIVO”. Pm Forte: Ci vuole dire che altre anomalie avete riscontrato? Col. Porzio: Non abbiamo compreso la necessità di ricorrere a professionisti esterni per le attività tecniche di “frazionamento dei locali”. Nella pianta organica c’ erano 62 fra geometri, architetti e ingegneri che avrebbero potuto svolgere queste mansioni. Pm Forte: Come funzionava l’ assegnazione di questi incarichi? Col Porzio: Il dirigente proponeva l’ assegnazione dell’ incarico a una figura esterna e l’ ente provvedeva. Proc. Fonzo: Ma era possibile in base ai contratti e alle leggi procedere agli affidamenti diretti anche per altri servizi oltre a questi contratti nel campo dell’ edilizia. Col. Porzio: In alcuni casi s, ma non in questi. Non c’ era alcuna ditta che aveva l’ esclusiva con la Provincia ma di fatto alcune ditte avevano questo privilegio. (Altra piccola baruffa. Gli avvocati Posante e Scozzari si oppongono alle domande ritenute “suggestive”). Col. Porzio: La ditta Tourist Service, ad esempio, beneficiava sempre di appalti per l’ organizzazione di eventi. La Spirio Argenti beneficiava di acquisti reiterati e non consentiti con quelle modalità per la fornitura di oggetti. Bisognava prima effettuare una consultazione di ditte e aziende che potenzialmente potessero fornire questi servizi. Un albergo ospitò il cast de “I Promessi Sposi” ma non fu fatta alcuna trattativa privata che sarebbe stata invece obbligatoria. Proc. Fonzo: Qual era l’ apporto del presidente della Provincia Eugenio D’ Orsi in questa fase? Porzio: Completava l’ iter. L’ anomalia consisteva nel fatto che era una ditta a proporre un servizio, come la vendita di oggetti, e l’ ente accettava. In realtà doveva funzionare al contrario. L’ ente cercava la ditta più conveniente per prezzo e prestazioni e veniva avviato l’ iter. LE “FAMOSE” QUARANTA PALME E I LAVORI NON PAGATI. IL FILONE DI INDAGINE SULLA VILLA DI MONTAPERTO. Pm Forte: Avete avviato altre indagini nei confronti dell’ imputato? Col. Porzio: Sì, abbiamo avviato una vasta indagine sulla sua villa di Montaperto. Pm Forte: E perché? Col. Porzio: Avevamo il sospetto che la casa fosse stata costruita grazie a delle prestazioni lavorative non retribuite. Pm Forte: Che indagini avete fatto? Col. Porzio: Abbiamo delegato due marescialli a questa indagine. Abbiamo monitorato tutto. Chi entrava, chi usciva dal cantiere e i numeri delle targhe delle auto. Proc. Fonzo: Quali anomalie avete riscontrato? Col. Porzio: L’ agronomo Giovanni Alletto, dipendente dell’ orto botanico, negli orari di servizio lavorava nella villa del presidente D’ Orsi e collaborava alla piantumazione di alcune palme. Proc. Fonzo: Che tipo di palme erano? Col. Porzio: Palme di tipo Washintonia. Ciascuna valeva 150-200 euro. Proc. Fonzo: Quante erano? Col. Porzio: Quaranta. Proc. Fonzo: Ci spieghi meglio questo episodio dell’ agronomo. Col. Porzio: Era il 26 novembre del 2010. Alletto, quel giorno, doveva essere al lavoro. Invece abbiamo accertato in quel giorno e in quell’ ora la sua presenza nella villa. Pm Forte: Avete fatto altri accertamenti? Col. Porzio: Abbiamo proceduto a individuare il tipo di piante e abbiamo scoperto che si trattava di quelle acquistate dalla Provincia presso il vivaista Luigi Rotulo. Pm Forte: Avete mai accertato se D’ Orsi personalmente avesse acquistato le palme? Col. Porzio: D’ Orsi non le ha mai acquistate. Sono state comprate in blocco della Provincia regionale. Pm Forte: Avete fatto altre indagini? Col. Porzio: Sì, abbiamo indagato per capire chi aveva fatto i lavori nella villa e se era stato pagato. Per quaranta giorni la ditta di Gaspare Chianetta ha lavorato nell’ immobile con i suoi mezzi. L’ architetto Vincenzo Buono, dipendente part-time della Provincia, fuori dall’ orario di lavoro svolgeva le mansioni di direttore dei lavori della villa di Montaperto. Pm Forte: Cosa altro avete accertato? Col. Porzio: Abbiamo fatto gli accertamenti bancari e abbiamo scoperto che non aveva ricevuto alcun compenso. Contemporaneamente però è stato stabilizzato. Aveva un contratto a tempo determinato, scelse il part time perché aveva altre attività. Neppure Chianetta ci risulta essere stato pagato. La sua ditta lavorava per conto della Provincia. Pm Forte: E per quanto riguarda l’ imprenditore Vincenzo Vecchio? Col. Porzio: La ditta di Vecchio ha demolito il vecchio immobile e fatto alcuni lavori, fra questi la costruzione della strada di accesso. Neppure lui è stato pagato. PICCOLO PASSO INDIETRO PRIMA DI CHIUDERE. PRECISAZIONI SUI PRANZI. Pm Forte: Torniamo alle spese per i pranzi.. Col. Porzio: Stavo dicendo che dalla documentazione di un rimborso del conto del ristorante Piper non risultavano ricevute. In effetti il conto non era stato pagato. In un altro caso il conto di un ristorante (300 euro) fu pagato da un avvocato, tale Malfitano, che non aveva alcun rapporto con l’ ente. Pm Forte: Scusi, mi faccia capire. Malfitano paga la cena e la Provincia rimborsa le spese? Col. Porzio: Esatto pubblico ministero. Proc. Fonzo: E chi ha richiesto il rimborso? Col. Porzio: Il presidente D’ Orsi. Avv. Pierluigi Cappello (parte civile Codacons): Avete accertato in passato quali erano state le procedure per i rimborsi delle spese istituzionali? Col. Porzio: La nostra indagine è stata circoscritta a un preciso periodo. Sommariamente posso riferire che i rimborsi in precedenza erano maggiormente motivati e che non ci fossero anomalie particolari nell’ utilizzo del contante. Avv. Cappello: Lei ha detto che gli imprenditori proponevano alla Provincia la vendita di beni o un servizio. Ma era l’ ente a chiedere di fornire un preventivo? Col. Porzio: No, era il titolare della ditta a fornirlo spontaneamente. Questo risultava dalle carte. (*geca*)
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