3 Novembre 2015

Il Codacons vuole la testa di Tavecchio

Il Codacons vuole la testa di Tavecchio
cmalagò (coni): «parole
inaccettabili che vanno biasimate» hiesta al tar del lazio la
sposensione del presidente della lega calcio a seguito delle sue
dichiarazioni omofobe

Il Codacons ha chiesto al Tar del Lazio di sospendere la nomina di Carlo Ta vecchio a presidente della Figc. La richiesta arriva a seguito del polverone alzatosi sul numero uno della Lega Calcio accusato, per alcune sue dichiarazioni, di omofobia. «Dinanzi al Tar pende un nostro ricorso con cui chiedevamo ai giudici di annullare la nomina di Tavecchio – spiega l’ associazione – a seguito dello scandalo emerso in queste ore, e delle gravi di chiarazioni contro gay ed ebrei, abbiamo deciso di presentare una memoria aggiuntiva ai giudici amministrativi, che rafforza la nostra richiesta di sospensione della nomina a presidente della Figc. È evidente che una carica così importante nel mondo dello sport non può essere affidata a soggetti che abbiano idee di stampo razzista. Questo per le evidenti ripercussioni non solo a livello istituzionale, ma anche e soprattutto come esempio nei confronti dei giovani che seguono il calcio». «Per tale motivo abbiamo chiesto al Tar di sospendere la nomina di Ta vecchio – conclude il Coda cons – e riteniamo non più rinviabili le sue dimissioni». Il giorno prima il presidente Tavecchio si era difeso dalle accuse precisando «che non si trattava di una intervista ma di un incontro personale chiesto da Giacomini, che conosco da anni e che ho incontrato varie volte, e che la registrazione è avvenuta a mia insaputa, fenomeno deprecabile oggi purtroppo assai diffuso». «Se si esamina la vicenda senza pregiudizi ha detto – è evidente la ritorsione nei miei confronti da persona alla quale ho negato dei contributi per la sua attività editoriale, e che, dopo il mio rifiuto, ha messo in atto nei confronti della Figc e della mia persona una serie di comportamenti dal contenuto denigratorio, dei quali ho interessato già i miei legali». Ma le spiegazioni del nu mero uno della Figc non sono servite a placare gli animi. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha detto: «Le parole emerse attraverso la registrazione audio sono inaccettabili e vanno biasimate. Per dovere di chiarezza, allo stesso tempo, sottolineo che non esiste alcun presupposto tecnico giuridico affinché il Coni possa prendere provvedimenti legati all’ eventuale commissariamento della Federazione». «Inoltre, come già esternato in altra occasione – ha aggiunto – ritengo che ogni singola persona debba rispondere alla propria coscienza e adottare il comportamento più idoneo. Voglio comunque aggiungere che ho chiesto, con urgenza, un report dettagliato alla Figc per approfondire il caso in questione e le singolari dinamiche della vicenda, su cui si fondano peraltro i successivi chiarimenti e denunce del presidente Tavecchio». Francesco Proto.
 

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