19 Ottobre 2005

Il Codacons: Via i colombi dalle piazze italiane

Roma Piazza San Marco senza piccioni? Il virus dei polli rischia di cambiare volto alle piazze italiane e sulle cartoline potrebbero scomparire, o almeno diminuire, gli habitué pennuti che fanno tanta attrazione turistica. E così anche a Piazza Duomo, a Milano, a Piazza Navona o al Pantheon di Roma, a Firenze. A sollevare la questione il Codacons per il quale occorre “introdurre misure urgenti relativamente ai piccioni, presenti in maniera massiccia nelle città italiane si pensi a Piazza San Marco a Venezia o Piazza del Duomo a Milano“.“Chiediamo di allontanare i piccioni dalle città italiane, vietando le classiche foto dei turisti sulle panchine delle piazze famose e la vendita di mangimi per uccelli nelle stesse“, ha detto il presidente dell`associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. Secondo Rienzi, i piccioni “in qualsiasi località urbana sono i volatili più vicini all`uomo, e milioni sono ogni giorno le possibilità di contatto con questo tipo di uccello. Volatili a loro volta anche a stretto contatto con i gabbiani, anch`essi numerosi nei nostri cieli, come noto a rischio aviaria“. Da qui le richieste del Codacons.Ma il problema è tutt`altro che semplice, sottolinea la Lipu ricordando anche che, secondo uno studio condotto da ricercatori di Basilea “non vi sarebbe alcuna evidenza sperimentale che i piccioni siano un importante vettore per l`influenza aviaria“.Il numero di piccioni, o meglio, più correttamente colombi di città, è molto elevato nei centri urbani italiani. Secondo stime approssimative sarebbero almeno 250 mila i piccioni che svolazzano nelle piazze di 16 città, la maggior parte, intorno a 100 mila, solo a Venezia.“Tecnicamente – afferma la Lipu – contenere i piccioni è un`impresa pressoché impossibile, come dimostrano i tentativi già fatti in alcune città. Poi l`allontanamento non ha senso perché si rischia di peggiorare la situazione – spiega la Lipu – visto che, secondo una sentenza, sono ritenuti selvatici e non sono cacciabili. Quindi, una volta allontanati dalle piazze, il problema non si risolve“. Per quanto riguarda il cibo “sì – dice la Lipu – a patto che la regolamentazione sia fatta in modo circostanziato“.Sulla possibile trasmissione all`uomo di malattie da parte dei piccioni, la Lipu, citando lo studio dell`Università di Basilea, ricorda che dall`analisi di 77 studi epidemiologici effettuati su popolazioni di piccioni presenti in 60 aree urbane e regioni, è emerso che su un totale di 60 organismi patogeni (di cui 5 virus, 9 batteri, 45 funghi e 1 protozoo) trasmissibili dal colombo di città all`uomo, soltanto 7 di essi hanno trasmesso malattie all`uomo. In un periodo di tempo pari a 60 anni e compreso tra il 1941 e il 2003, si sono verificati in totale solo 176 casi documentati di trasmissione di patologie dai colombi di città agli esseri umani. Tra di essi, solo un caso di Salmonellosi e un caso di Toxoplasmosi, “malattie che in pochissimi casi, come documentato dalla ricerca svizzera – conclude la Lipu – si trasmettono dai colombi all`uomo, nonostante questi uccelli ne siano portatori“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this