18 Dicembre 2018

Il Codacons verso la class action Il Pd: «Chiarite le competenze»

Dalle associazioni dei consumatori è già battaglia a tutela delle famiglie. Il Codacons, infatti, ha annunciato di voler presentare una istanza al Ministero della salute e al Comune di Brindisi affinché siano resi noti i nomi degli istituti scolastici serviti dalle aziende oggetto di provvedimenti da parte dei Nas spiega l’ associazione Le famiglie hanno infatti il diritto di agire nei confronti dei responsabili di illeciti per ottenere il rimborso delle somme pagate a titolo di refezione scolastica. Se il servizio reso non è conforme agli standard previsti, i genitori possono avviare le dovute azioni di ristoro nei confronti della società erogatrice. L’ associazione pertanto invita tutte le famiglie interessate a rivolgersi al Codacons ai fini della costituzione di parte offesa nelle indagini avviate dalle autorità competenti ricordando ai genitori che è possibile portare il pranzo dei bambini da casa, in ottemperanza alle recenti disposizioni del Consiglio di Stato che, grazie alla battaglia del Codacons, ha confermato la possibilità di consumare a scuola cibi portati da casa, dettando alcune regole igieniche ed invitando i dirigenti scolastici ad adottare una serie di conseguenziali cautele e precauzioni. Dal Codacons infine la richiesta di incrementare i controlli su tutto il territorio al fine di verificare l’ operato di tutte le mense che servono le scuole della regione. Di parere diverso e innocentista nei confronti dell’ amministrazione comunale Nadia Fanigliulo, consigliere comunale del Pd: La nota dell’ amministrazione comunale chiarisce un aspetto importante: il sopralluogo effettuato da una delegazione di funzionari comunali e rappresentanti istituzionali, nei giorni immediatamente successivi all’ inizio del servizio in questione, aveva il solo scopo – afferma – di appurare la salubrità degli ambienti del centro cottura. Tale esigenza era stata dettata dal fatto che, anche a seguito di sollecitazioni del personale del servizio di refezione, era emerso lo stato di degrado delle cucine lasciate in abbandono nel cambio d’ azienda, a cui pose rimedio con l’ incessante e apprezzabile lavoro degli operatori che in un fine settimana ripristinarono i normali livelli igienico-sanitario. La Fanigliulo sottolinea che coloro che sostengono il fatto che i componenti della delegazione abbiano voluto omettere o nascondere condotte non conformi e abusi da parte dell’ azienda, tenta di speculare pericolosamente su una vicenda dai contorni ancora poco chiari, assumendosi pesanti responsabilità personali.

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