4 Settembre 2013

Il Codacons: stop al cantiere del Colosseo Il Codacons: stop al cantiere del Colosseo

Il Codacons: stop al cantiere del Colosseo

Il giorno dopo la notizia che i lavori di restauro del Colosseo targati Tod’ s sono di fatto partiti con l’ elevazioni dei ponteggi nell’ area interessata il Codacons riparte all’ attacco. L’ associzione dei consumatori ha fatto sapere ieri che a breve sarà notificato il ricorso per revocazione contro la sentenza del Consiglio di Stato che, il 31 luglio scorso aveva dichiarato l’ illegittimità del Codacons a impugnare la sponsorizzazione dei lavori. «La parola fine sulla vicenda Colosseo non è stata ancora scritta- ha affermato il Presidente Carlo Rienzi -.Prima di allestire ponteggi e dare avvio alle opere di restauro, sarebbe saggio attendere l’ esito del ricorso per revocazione in via di notifica, che potrebbe cambiare le carte in tavola. In ogni caso il Campidoglio farebbe bene a convocare la nostra associazione ogni qualvolta si tengano incontri relativi al Colosseo, poichè qualsiasi riunione sull’ argomento non può prescindere dalla presenza del Codacons, che a tutela del monumento ha svolto una intensa attività legale non ancora conclusasi». Sulla questione dei Fori Imperiali, invece, l’ associazione si dice oggi favorevole ad «una pedonalizzazione totale della strada, misura che sarebbe concretamente utile a città e turisti e che rappresenterebbe una valorizzazione reale della zona». Questa nuova presa di posizione del Codacons non fermerà l’ avvio dei cantieri e l’ inizio dei restauri vero e proprio previsti fra circa un mese quando sarà completata la cantierizzazione. L’ apertura dei cantieri al Colosseo è iniziata già da luglio. Dall’ inizio del restauro, l’ opera dovrebbe completarsi nel giro di tre anni, ovvero entro il 2 marzo 2016. Del resto c’ è anche un altro ricorso che pende sul Colosseo. Quello portato avanti dalla ditta Lucci arrivata seconda nella gara bandita dal commissario straordinario perle aree archeologiche di Roma e Ostia, contro la ditta Gherardi che si è aggiudicato l’ appalto per il lavoro di circa 8 milioni di euro. Il ricorso è stato rigettato dal Tar ed è arrivato al Consiglio di Stato che con un’ ordinanza del 31 luglio ha rimandato la questione all’ Adunanza plenaria. Potrebbero passare mesi per avere una sentenza definitiva. Nel frattempo i lavori di restauro vanno avanti. Nel caso il collegio dei giudici amministrativi dovesse dar ragione alla ditta ricorrente i lavori potrebbero cambiare semplicemente la ditta d’ appalto. Orasi aspetta solo l’ ufficializzzaione dell’ avvio del restauro da parte del Mibac.
 

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