28 Settembre 2007

Il Codacons: “Spariti i fondi anti carovita“

Il Codacons: “Spariti i fondi anti carovita“
Il Centro ricerche consumatori ha lasciato un buco di 41 mila euro
La Provincia anticipò 85 mila euro sui soldi del ministero: ora li chiede indietro perché il progetto non ha dato frutti

ROVERETO. Quarantunomila euro spariti nel nulla. E` la somma che la Provincia chiede di ritorno al mai decollato Centro di ricerca e tutela consumatori e utenti, di cui facevano parte 8 associazioni di consumatori tra cui il Codacons regionale, che ha sede a Rovereto. Il Codacons, che rifiuta l`irrituale invito arrivato dalla Provincia via fax ieri sera per firmare un accordo transativo, assicura di non aver mai visto un centesimo e annuncia un esposto alla Corte dei Conti. “Da mesi – argomenta Gloria Canestrini per il Codacons – chiediamo chi avesse mandato di utilizzare il conto del Centro. Senza risposta“. La vicenda è assai intricata. Nel 2003 la Provincia aveva avviato un tavolo comune con le otto associazioni di consumatori attive sul territorio. L`intenzione era di creare una sorta di consorzio di tutela dei consumatori, con un unico ufficio in via Petrarca, a Trento, per effettuare “interventi mirati all`informazione a favore dei consumatori“. Presidente del “Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti“ (Crtcu), era Gian Antonio Benacchio, docente di diritto privato comparato all`Università di Trento. Per finanziare il Crtcu erano stati richieste sovvenzioni al ministero dello sviluppo, che aveva concesso per l`anno 2006 (il 2005 era stato il primo anno di operatività del Crtcu) 85 mila euro. La Provincia aveva anticipato la somma in attesa che dal ministero arrivassero i finanziamenti, accreditando la quota su un conto della Cassa rurale di Lavis intestato al Centro stesso. Accade però che il Crtcu muoia nella culla: il programma generale d`intervento, denominato Sicot, non parte. Il Codacons in particolare, dopo la prima adesione nel 2003, ci ripensa: sedere allo stesso tavolo con la Provincia, che sovente è controparte nei ricorsi dei cittadini, pare inopportuno al nuovo direttivo presieduto dall`avvocato Gloria Canestrini, che già nel 2005 impugna al Tar del Lazio la delibera costitutiva del Crtcu. Si duole del fallimento l`assessore Mellarini, che in una lettera alle associazioni prende atto “dell`inefficacia dell`attuale assetto organizzativo del Crtcu“ preoccupandosi soprattutto del fatto che la richiesta di finanziamenti per il 2007 non sia stata mai inoltrata al ministero. Vale a dire che nessuna associazione di consumatori della provincia riceverà sovvenzioni dallo Stato per l`anno in corso. In realtà, di problemi ce n`è già abbastanza con i finanziamenti del 2006: a inizio 2007 il Crtcu è già in liquidazione. La pratica è affidata al commissario liquidatore Stefano Micheli. I rendiconti dell`ormai moribondo Crtcu parlano chiaro: al 27 febbraio scorso degli 85 mila euro anticipati dalla Provincia 45 mila sono il saldo attivo nel solito conto della Rurale di Lavis. Gli altri 41 mila e 600 risultano spesi per il progetto Sicot, mai realizzato. La Provincia chiede al Crtcu e alle otto associazioni che, in teoria, lo compongono (compreso il Codacons, che a luglio scorso al Tar del Lazio ha ottenuto la sospensiva della delibera costitutiva del Crtcu) la restituzione dei 41 mila euro spesi. Il Codacons risponde che, non avendo ricevuto un centesimo, nulla deve alla Provincia. “Secondo noi – spiega Gloria Canestrini – la fondazione del Centro era un espediente per neutralizzare le iniziative delle singole associazioni. Ecco perchè c`eravamo chiamati fuori“. Il Codacons chiede più volte all`Ufficio commercio della Provincia chi avesse il mandato di operare sul conto del Crtcu, ma non ottiene alcuna risposta. Ieri l`ultimo episodio: il Codacons, che sente puzza di bruciato, annuncia in una conferenza stampa un esposto alla Procura persso la Corte dei Conti perchè faccia chiarezza sull`utilizzo di quei 41 mila euro di denaro pubblico. In perfetta contemporanea, la Provincia convoca per oggi a mezzogiorno le associazioni all`Ufficio commercio per “la sottoscrizione della proposta di transazione“ con la quale vorrebbe chiudere la vicenda. “Noi non ci andremo“ dice Gloria Canestrini. “Siamo decisi ad andare in fondo, perchè in questa vicenda sono troppe le zone d`ombra“.

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