1 Ottobre 2007

Il Codacons si prepara a portare in tribunale la vicenda di Bottrighe, Adria e frazioni

Il Codacons si prepara a portare in tribunale la vicenda che a Bottrighe, Adria e frazioni ha visto circa 800 utenti ricevere, a fine giugno (con scadenza di pagamento il 4 luglio), bollette dell`acqua passate improvvisamente, per esempio, da 12 euro (caso di una 85enne, sola) a 1.161 euro. Pensionati, operai con figli in età scolare, disoccupati, i casi sono vari: famiglia monoreddito composta da tre persone, fatturati in 394 giorni 436 metri cubi d`acqua, totale bolletta 1.074 euro; fino al caso di una gioielleria in centro ad Adria, che s`è vista recapitare una fattura superiore a 3mila euro. “Gli utenti vogliono pagare i servizi forniti, ma esigono più chiarezza e trasparenza da parte dei gestori“, afferma Chiara Crivellari, responsabile del Codacons di Rovigo. “La storia degli utenti di Adria e frazioni è particolarissima, visto che i gestori del ciclo delle acque sono due: Acque potabili e Polesine servizi. Acque potabili è una società di Italgas, che nel 1990 stipulò una convenzione trentennale con il Comune di Adria: acquista l`acqua da Polesine servizi e poi la rivende agli utenti“, che in bolletta pagano con l`erogazione dell`acqua anche i servizi di depurazione e di fognatura. Servizi che, tuttavia, agli 800 utenti della vicenda non erano mai stati conteggiati da quando, negli anni `90, era avvenuto l`allacciamento alla rete fognaria pubblica.La scoperta recente che non erano stati messi a ruolo, ha portato al conguaglio, nelle bollette del 25 maggio scorso, delle spese pregresse per i servizi di fognatura e di depurazione, calcolate secondo i termini di prescrizione nei 5 anni precedenti. Ma il conguaglio non basta a spiegare l`importo totale. Così, l`associazione a difesa dei consumatori assisterà in tribunale i 42 soci del comitato “Care, fresche e dolci acque“ se la questione non arriverà presto a chiarirsi e alle soluzioni richieste. Per esempio: blocco dei pagamenti, eventuali more e ingiunzioni fino al chiarimento del reclamo; rateizzazione mensile dei pagamenti di almeno 24 rate; verifica della normativa sulla legittimità della convenzione tra Acque potabili e Comune di Adria; valutazione dell`Autorità d`ambito ottimale sulla riduzione della tariffa applicata. Delle richieste del Codacons sono stati informati l`Ato di Rovigo (l`ente di vigilanza del servizio idrico in Polesine), Polesine servizi, il Comune di Adria, il presidente della Provincia Federico Saccardin, la Regione e il Comitato ministeriale per la vigilanza sull`uso delle risorse idriche, con una lettera inviata lo scorso 21 settembre. Lettera che si conclude così: “Qualora, entro 15 giorni dal ricevimento della presente, non si riscontri una risposta concreta alle legittime richieste, i soci del comitato “Care, fresche e dolci acque“ si rivolgeranno assistiti dal Codacons all`autorità giudiziaria competente“.

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