18 Agosto 2010

Il Codacons si costituirà parte civile nel procedimento penale contro i tassisti

Il Codacons si costituirà parte civile nel procedimento penale contro i tassisti che, protestando contro alcune decisioni della Giunta Veltroni, bloccarono parte del Centro storico. E chiede al Comune di Roma e al sindaco Alemanno di fare altrettanto visto che i danni sono stati subiti proprio dalla città di Roma e dai cittadini romani. «L’ ipotesi della Procura di Roma è che hanno interrotto il proprio servizio, omettendo di rispondere alle chiamate inoltrate dei centralini e bloccando anche la circolazione stradale – sottolinea una nota del Codacons – Per noi si tratta di una buona notizia. Non è tollerabile, infatti, che le solite lobby riescano sempre ad averla vinta, impediscano le riforme e le liberalizzazioni necessarie per modernizzare il Paese e possano impunemente mettere in ginocchio una città». «Una volta sono i tassisti, la volta dopo sono i camionisti – prosegue il comunicato – Ma la cosa più grave è che immancabilmente la classe politica finisce per cedere ai ricatti e alle pressioni, incentivando così queste forme di protesta estrema. Nel caso dei tassisti hanno sempre ceduto tutti, da Prodi a Formigoni, dalla Moratti a Veltroni. Il Codacons, che si costituirà parte civile nel procedimento penale, chiede al Comune e ad Alemanno di fare altrettanto. D’ altronde se Alemanno vuole istituire una tassa sui cortei, per impedire i danni alla città, allora a maggior ragione, per coerenza, deve chiedere ora un risarcimento per un blocco che ha messo in ginocchio Roma. Inoltre va da sé che, in caso di condanna, il Comune revochi le licenze dei tassisti condannati». «Da anni si sta assistendo a forme di protesta sempre più violente. Non ci si limita più a scioperare, ossia ad astenersi dal lavoro nel rispetto delle leggi, a cominciare dalla L. n. 146/1990, ma si protesta senza i preavvisi necessari posti a tutela dei consumatori, si bloccano le strade, si impedisce ai lavoratori di altre categorie di andare al lavoro, si mira cioè a creare il maggior danno possibile a tutti, indistintamente, fino a che la politica non cede. E’ ora che ci sia una inversione di tendenza e che gli eventuali responsabili di atti illegali siano finalmente puniti», conclude il comunicato.

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