20 Luglio 2019

Il Codacons sfida Incarnato: “Se diciamo il falso, ci denunci”

“Un sistema di complicità diffuse consente di applicare delle tariffe illegittime agli utenti calabresi”. Durissimo il Codacons che ha diffidato ARERA a “ripristinare la legalità tariffaria in Calabria”. Fra qualche tempo, quando finalmente sarà di tutta evidenza la “truffa” perpetrata ai danni dei Calabresi, senza alcun dubbio assisteremo ad un coro di indignazione generale. Fra qualche tempo, perché oggi siamo soli a condurre questa battaglia contro un sistema che si chiude a riccio pur di non applicare le norme e imporre tariffe illegittime agli utenti. Non è tollerabile che i Calabresi siano costretti a pagare somme stratosferiche per la somministrazione di acqua. Non è tollerabile che le sentenze della Corte Costituzionale vengano ignorate. Per questi motivi il Codacons ha formalmente diffidato ARERA (Autorità di regolazione per energia elettrica, reti e ambiente) ad intervenire. La vicenda è abbastanza semplice – sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – o SoRiCal sta applicando tariffe “gonfiate ed illegittime” ai comuni Calabresi oppure siamo noi ad affermare il falso. Tertium non datur. “Per cui confidiamo che il Commissario di SoRiCal SpA voglia denunciarci – prosegue Di Lieto – laddove ritenga che stiamo affermando il falso”. Caso contrario sarebbe il caso che rassegnasse le immediate dimissioni. Un atto doveroso per aver imposto ai Calabresi tariffe “illegittime”. Una vera e propria sfida, quella lanciata dal Codacons, che tuttavia si fonda su almeno tre dati inoppugnabili. LA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE Primo dato è la sentenza nr. 246/2009 della Corte Costituzionale che ha ribadito che la disciplina della tariffa del servizio idrico è “competenza legislativa esclusiva dello Stato” e che tale attività è del tutto preclusa alle Regioni. Ma allora perché in Calabria le tariffe le ha aumentate la Regione o, addirittura, SoRiCal ? Il Commissario di SoRiCal Luigi Incarnato, già Assessore Regionale, non può non ricordare che le tariffe sono state determinate per l’ anno 2004 con Decreto Regionale 91/2005, per l’ anno 2005 con Decreto 91/2005, per il 2006 con Decreto 6526/2006, per il 2007 con Decreto 16521/2007, per il 2009 con Decreto 9614/2009, mentre per il 2008 l’ adeguamento è stato determinato direttamente da SoRiCal … ovvero una società “privata” che stabilisce le tariffe pubbliche. Neppure in una repubblica delle banane si sarebbe arrivato a tanto! Anni e anni di palesi violazioni di legge, proprio quando l’ On. Incarnato era Assessore Regionale. Ed oggi, chi ha contribuito alla illegalità tariffaria, siede sulla poltrona di Commissario di SoRiCal. Siamo alla follia – incalza Di Lieto – visto che gli adeguamenti delle tariffe idriche erano e sono, come affermato dalla Consulta, di competenza esclusiva dello Stato. NON SOLO LA CORTE COSTITUZIONALE Ma non è soltanto la Consulta ad affermare l’ illegittimità tariffaria in Calabria, anche la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha avuto modo di ribadire che gli adeguamenti delle tariffe sono competenza esclusiva dello Stato e che SoRiCal non poteva stabilire gli aumenti. Eppure in Calabria si è testardamente continuato a far cassa sulle spalle dei Cittadini. Ma la vicenda prende una piega addirittura comica, quando ad intervenire è il Comitato di Consulenza Giuridica della Giunta regionale, per ricordare che gli adeguamenti delle tariffe dovevano essere determinati dallo Stato e non dalla Regione. Tanto, secondo i consulenti della stessa Regione, doveva spingere la Regione Calabria ad operare i conguagli tra “le tariffe concretamente applicate e quelle scaturenti da una corretta applicazione della delibera CIPE n.117/2008”. Già i “conguagli”…praticamente andavano restituiti i soldi. E invece “un sistema di complicità diffuse” impone ai calabresi delle tariffe illegittime mentre per chi osa ribellarsi a questa vera e propria dittatura, arrivano le minacce di SoRiCal di riduzioni della portata dell’ acqua. Ultima “chicca” è la circostanza che nella procedure di adeguamento delle tariffe idriche previste dalla Regione sono stati considerati gli investimenti programmati e non gli investimenti effettivamente realizzati. Praticamente ci siamo fidati delle promesse di SoRiCal e i Cittadini si sono ritrovati in bolletta non gli investimenti reali…ma solo quelli promessi. Presto o tardi i nodi verranno al pettine – prosegue Di Lieto – e sarà chiaro a tutti l’ enorme “truffa” delle tariffe. Allora non ci sarà spiaggia dove nascondersi e porto dove scampare. UNA “TRUFFA” DA 190 MILIONI Le tariffe determinate dalla Regione e da SoRiCal sono illegittime e, a tutt’ oggi, hanno determinato un maggiore importo complessivamente fatturato ai comuni di circa 190 milioni di euro. Il perdurare di tale illegittimità comporta un esborso, sempre crescente, da parte dei Comuni e quindi dei calabresi, per questo motivo il Codacons ha diffidato ARERA “ad intervenire per ristabilire la legalità nelle tariffe idriche in Calabria”. Com’ è noto l’ ARERA è l’ organismo competente per la determinazione delle tariffe nel settore idrico e riteniamo davvero singolare – sostiene la nota del Codacons – che non abbia trovato il tempo per pronunciarsi sulla strana situazione calabrese. Nel contempo il Codacons ha diffidato l’ Autorità Idrica della Calabria affinché chiarisca “se e come nell’ applicazione dei Metodi tariffari ARERA è stato tenuto conto delle tariffe illegittime”. Per concludere un appello ai Sindaci affinché provvedano, nell’ interesse dei propri Cittadini, a rivendicare il giusto pagamento delle tariffe dell’ acqua e pretendere quei famosi “conguagli”. Ovvero la restituzione di tutte le somme pagate in più dai Cittadini.

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