19 Giugno 2003

Il Codacons rivela che un altro discografico si sarebbe rivolto alla Finanza

Pressioni, telefonate e spintarelle varie: l`inchiesta sulle presunte tangenti continua a mietere ?vittime?

Sanremo, il sindaco non si dimette

Il Codacons rivela che un altro discografico si sarebbe rivolto alla Finanza

SANREMO ? Come il generale Custer con gli Apache, il sindaco di Sanremo Giovenale Bottini resiste all`interno di Fort Italia. «Non mi dimetto», ha proclamato orgogliosamente rivolgendosi ai giornalisti. E gente di mare, questa: come quelli del «Bounty», è abituata a buttare a mare chi risulta superfluo. L`assessore Bissolotti è indagato? Ciuff, fuori uno. Il direttore generale del Comune Mauro Borsò è accusato di ben due corruzioni? Ciuff, fuori due. Forza Italia, che da queste parti significa soprattutto Claudio Scajola, dopo Bissolotti ora chiede la testa del city manager Mauro Borsò. Con involontario umorismo, il capoguppo Alfredo Manelli specifica: «Lo invitiamo a dimettersi. Però non vogliamo fare pressioni: la sua dovrà essere una decisione spontanea». Mooooolto spontanea. Il diretto interessato peraltro risponde: «Mi ero già dimesso sei mesi fa, la giunta mi ha pregato di restare». Come un ciclista sul Pordoi, la giunta di centrodestra stringe i denti in vista del traguardo finale: maggio 2005, nuove elezioni. Non sarà facile, anche perché le intercettazioni rivelano un colloquio tra un Bissolotti sicuro di sé e un Bottini inquieto: «Me la faccio sotto…», avrebbe confidato il sindaco in un impeto di sincerità. Spostiamoci a palazzo di giustizia. Mentre ieri è stata sentita Cristina Bottino, segretaria di Angelo Esposito gran patron dell`Accademia, per oggi è previsto un secondo interrogatorio del discografico di Brescia Francesco Andreoli, l`unico finora ad aver cantato senza stonare: «All`Accademia le mazzette erano la regola». Ma ora il Pm Antonella Politi lo vuole risentire su alcune circostanze emerse dagli interrogatori successivi, tra cui quello di Franco Bixio, presidente dell`Associazione dei discografici. Il figlio del leggendario paroliere Cesare Andrea («Portami tante rose» e «Mamma» tra le altre) ieri appariva sicuro di aver convinto i giudici. «Facevo parte del comitato che aggiudicò l`appalto dell`Accademia della canzone a Esposito, è vero. Ma sono stato pagato con un gettone di presenza di 400mila lire e successivamente non ho ricevuto né incarichi all`interno dell`Accademia, né, come è stato scritto, la gestione del sito Internet». Ma perché sceglieste proprio il progetto di Esposito, e non quello concorrente, che offriva molti più soldi? «Non si trattava di una scelta meramente economica, altrimenti sarebbe bastato un commercialista. La proposta di Esposito, in termini artistici, era molto, ma molto più convincente e completa dell`altra. L`altra, che pure era stata presentata da Dino Vitola, l`organizzatore di Castrocaro, e quindi uno del mestiere, era sommaria e generica, come se fosse sta ta scritta in fretta. Dico la verità: mi è sembrato alquanto curioso che venissero presentati soltanto due progetti». In quanto a pressioni, telefonate e spintarelle varie, Franco Bixio assicura: «Nemmeno una». Oggi, oltre ad Andreoli, i magistrati incontreranno Mario Maffucci ex dirigente di Raiuno e Giancarlo Golzi, batterista dei «Matia Bazar» e presidente dell`Accademia. Intanto il Codacons rivela (ma senza farne il nome) che un altro discografico si sarebbe rivolto alla Finanza: sarebbe stato a conoscenza di una mazzetta di 150milioni per far arrivare in finale una giovane cantante. Money money money, avrebbe cantato Liza Minnelli.

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