5 Marzo 2009

Il Codacons ricorda che la clonazione dei bancomat è sempre più diffusa: come difendersi

 Telefoni, strade, bollette. Il rosario delle lamentele che arrivano in redazione dai nostri lettori aggiunge ogni giorno un nuovo grano. Storie di piccoli disservizi, magari facilmenti risolvibili che (proprio per questo) si trasformano in grandi arrabbiature. Ne proponiamo una breve rassegna, consapevoli che le vostre segnalazioni non si esauriscono certo qui. Comiche al telefono. Matteo Conta scrive per segnalare un grave disservizio causato da Telecom Italia. «A Massarosa da 17 giorni la linea telefonica è guasta, non ho né telefono né internet e non sono ancora stato contattato da un tecnico Telecom. La quale, nel suo documento sulla qualità, afferma che i guasti vengono risolti in due giorni lavorativi successivi alla segnalazione». Buone intenzioni. Non mantenute: «Sono passati ben 13 giorni lavorativi e non ho ancora ricevuto la chiamata di un tecnico. Durante le piacevoli conversazioni telefoniche con gli operatori del 187 ho scoperto che l’assistenza per il mio guasto è stata assegnata alla Ciet di Massa. Sulle pagine gialle l’unica Ciet che trovo è a Lucca, provo a telefonare e succede una cosa comica. Dall’altro capo del telefono mi rispondono: "Guardi, dal suo tono di voce capisco che lei sta cercando la Ciet della Telecom. Non siamo noi, abbiamo lo stesso nome ma non centriamo nulla, riceviamo un mucchio di telefonate da utenti disperati della Telecom, chiami l’associazione consumatori, faccia una denuncia, ma non siamo noi. Dopo questa parentesi trovo un numero telefonico collegato alla C.i.e.t. Spa. Via Dorsale 44, Massa, provo a chiamare fiducioso ma… risponde un fax». Riassumendo: «La Telecom dà in subappalto la gestione delle riparazioni in Versilia alla Ciet. La Ciet non ripara o forse chiude solo i problemi più semplici senza neppure considerare gli utenti che possono presentare problematiche più complesse. Gli operatori del 187, molto gentili, hanno come unica arma il sollecito, e di sollecito in sollecito, invio di email e promesse non mantenute di chiamate da responsabili di help desk sono passati 17 giorni senza che il guasto venga risolto. La formula finale per mettere tutto a posto è: "Guardi, quando il guasto sarà risolto ha diritto a richiedere il rimborso per i giorni di disservizio. Come può difendersi un cittadino da questo tipo di disservizi? Quante persone hanno il mio stesso problema?». *** Lavori a ripetizione. Spaccare dopo aver asfaltato. Un classico, denunciato stavolta da Paolo Nuti: «Corso Garibaldi, lavori appena finiti ma stamani i martelli pneumatici hanno risvegliato alcuni cittadini. Mentre ieri sera il Sindaco Lunardini in Tv rispondeva alla mancanza di fondi per il sociale, Bucciarelli rispacca marciapiedi appena costruiti. Non era meglio utilizzare quei soldi per mettere in sicurezza le strade invase da buche pericolose per ciclisti e scooteristi. In un periodo dove si sente parlare di casse vuote comunali vorremmo che i nostri soldi fossero spesi bene. Da mesi vediamo slittare un piano che doveva disincentivare l’uso della macchina invece ci ritroviamo una città nel caos. L’opposizione cominci a farsi sentire». *** In trappola in via Paolina. Sono tante le proteste che raccogliamo ogni giorno. In alcuni casi, significativamente, si sovrappongono: vale a dire più di un cittadino telefona o scrive per segnalare un problema identico. è il caso delle lamentele che abbiamo raccolto riguardo ai lavori in via Paolina, nel centro di Viareggio, tra via Zanardelli e via Machiavelli. Il tratto è breve ma il disagio è grande. Più di un cittadino (l’ultimo, nella tarda mattinata di ieri, è il signor Giannini) segnala che la chiusura della strada al traffico, per i lavori in corso, è fonte di problemi a non finire. «Tanto per cominciare, possiamo accedere alle nostre abitazioni soltanto a marcia indietro. Poi ci sono diverse persone anziane, alcune anche con difficoltà motorie, che hanno seri disagi. Infine, è paradossale che non si sia organizzato un intervento alternato, non contemporaneo, tra via Machiavelli e via Zanardelli, in modo da consentire comunque l’accesso». L’unica motivazione per un intervento "contemporaneo" potrebbe essere quella della rapidità: lavori doppi nello stesso periodo, per accelerare la soluzione. Ma i cittadini dicono che l’intervento è cominciato lunedì e siamo al quarto giorno di caos: troppo. «Abbiamo contattato il Comune, parlando con Omero Manfredi alla polizia municipale, ma l’unica risposta che abbiamo ottenuto è che i lavori devono essere fatti e che c’è bisogno di tempo. Nient’altro sul metodo e sull’organizzazione. Un po’ poco». *** Bancomat a rischio. Manomettere gli sportelli bancomat e clonare carte di credito è diventata quasi la moda dei truffatori e la tecnologia criminale in questo campo è ormai facilmente alla portata di tutti. I consumatori «hanno diritto a riavere i soldi persi direttamente dalla banca che, ai sensi dell’art. 2051 del codice civile, e’ responsabile della custodia dello sportello bancomat e delle sue manomissioni».  Il Codacons consiglia di controllare sempre la macchina ed in particolare: 1) verificare nel caso in cui il foro dove è inserita la carta sporga, sia pure di poco, di verificare che non sia inserito un dispositivo, detto skimmer, che potrebbe clonare la carta; 2) controllare che la tastiera sia ben fissa e di pari livello rispetto al resto del piano, altrimenti potrebbe esserci una seconda tastiera sovrapposta all’originale; 3) verificare se ci sono strani buchini posti in una barra sopra la tastiera e che non ci siano contenitori con pubblicità a lato di essa. Entrambe potrebbero nascondere microcamere». *** Gaia, quanto ci costi. «Gli aumenti di oltre il 30% sulle tariffe dell’acqua rappresentano la solita triste storiella: mancano i soldi dai bilanci della Società Gaia e cosa si fa? Si stangano i cittadini». è l’amara diagnosi di Giovanni Marraccini. «Nonostante le numerose rimostranze degli utenti e di qualche amministratore, la decisione è stata presa dall’Ato. Aumenti così indiscriminati colpiscono tutta la popolazione, andando a penalizzare soprattutto le famiglie meno abbienti. Gaia è l’ennesimo esempio di come i danni, derivanti dalla cattiva gestione di un servizio pubblico, ricadano ingiustamente sulle spalle dei cittadini. La classe politica dovrebbe razionalizzare i costi e evitare gli sprechi, non di far pagare i propri errori agli utenti». *** Semafori rotti. Un altro semaforo dove da tempo è fulminata la lampadina che indica il rosso è quello all’angolo tra via Coppino e il viale dei Tigli. Una volta che si formano le code di auto ci sono poi momenti di indecisione quando scatta il semaforo. In città sono diversi i semafori che si trovano in queste condizioni. Un guasto è segnalato in viale dei Tigli all’angolo con via dei Comparini. Un altro è quello all’angolo tra via Garibaldi e via Veneto. Non sarebbe male quindi che ci fossero maggiori controlli da parte degli addetti per evitare che si formino code. Monitorare la città per prevenire e intervenire appena si verificano problemi di questo genere dovrebbe essere una delle priorità, senza che una volta che si fulmina una lampadina debbano passare settimane, se non mesi, prima di sostituirla.
 

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