18 Luglio 2003

Il Codacons: quelle prove sono da rifare

Scandalo all?università. Ai domiciliari docenti, studenti, bidelli e impiegati: Il Codacons: quelle prove sono da rifare

La Sapienza, supermarket delle lauree

Esami comperati a 3mila euro l?uno a Giurisprudenza Coinvolte 18 persone, indagato il preside della Facoltà

ROMA ? Avevano creato un supermarket delle promozioni all?ombra della Minerva. Bastava pagare fra i 1.500 ed i 3.000 euro, in base alla difficoltà della materia, per superare gli esami più ostici della facoltà di Giurisprudenza dell?università la Sapienza di Roma. Il giro di voti facili, offerti da tre impiegati amministrativi con la complicità di un professore associato, alcuni assistenti e semplici studenti, è stato scoperto dai carabinieri dei Nas in un anno di indagini coordinate dal Pm Vincenzo Barba. Ieri i carabinieri hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare nelle province di Roma, Cosenza, Latina, Rieti e Sassari, ed hanno indagato altre 44 persone. I militari, nell?ambito di un?operazione battezzata «Minerva» in omaggio alla statua che sorge davanti al rettorato dell?università, hanno perquisito uffici e abitazioni di 35 persone, fra docenti, impiegati e studenti e hanno scoperto materiale della facoltà ed anche un timbro, utilizzati per falsificare statini ed altri documenti relativi agli esami. In alcune case hanno anche trovato piccoli oggetti di valore, segni di gratitudine da parte di studenti dopo una promozione. Perquisiti anche l?ufficio e l?abitazione del preside della facoltà Carlo Angelici che ha ricevuto un avviso di garanzia ed è stato indagato. La compravendita degli esami è stata individuata dai militari dopo una denuncia da parte di un professore e di una segretaria che avevano segnalato ai Nas qualcosa che non andava nei documenti relativi agli esami. Fondamentali si sono rivelate le intercettazioni ambientali e telefoniche. In una di queste uno studente egiziano chiedeva ad un impiegato se era «arrivato l?omaggio per il professore». Il meccanismo era ormai consolidato. Gli studenti che volevano passare senza problemi gli esami di diritto ecclesiastico, procedura penale, diritto privato, diritto pubblico e diritto commerciale, dovevano pagare in base ad un rigido tariffario. In cambio ricevevano in anticipo le domande che sarebbero state loro rivolte dagli assistenti. In qualche caso, però, il meccanismo non aveva funzionato e a causa di incomprensioni qualche studente, dopo avere pagato, si era trovato a sostenere gli esami con il docente «sbagliato», concludendo la sua seduta con una solenne bocciatura. La notizia degli arresti ha provocato un vero terremoto alla Sapienza, fra docenti, studenti e personale tecnico, impegnati negli ultimi esami della sessione estiva. Molto vivaci sono state le reazioni nella facoltà di Giurisprudenza, che ha vissuto un`altra giornata difficile dopo il periodo nero del caso Marta Russo e dopo altre inchieste sugli esami facili avvenute nel 1986 e nel 1997. «Mi rifiuto di credere che questa sia una consuetudine in questo ateneo – ha detto il capo di gabinetto del rettore Pieranita Castellani – Magari qualcuno può aver sbagliato, ma spero che le cose si chiariscano nel tempo più breve possibile». Più smaliziata la reazione degli studenti, che hanno reagito alla notizia con freddo realismo. «Forse è per questo che gli esami da noi sono così difficili ? ha detto Lorenzo ? perchè ci vogliono portare all?esasperazione per cercare scorciatoie o strade alternative». Invalidare gli esami comprati. E? la richiesta del Codacons in merito allo scandalo che ha coinvolto l?Università La Sapienza.

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