22 Settembre 2013

Il Codacons punta il dito sugli aumenti: «Il 5 per cento in più rispetto allo scorso anno»

Il Codacons punta il dito sugli aumenti: «Il 5 per cento in più rispetto allo scorso anno»

 

 

Tanti genitori sottolineano di dover comprare libri che spesso non vengono neppure utilizzati e quindi l’ usato è visto con favore. «Ho rivenduto al mercatino un libro che mio figlio aveva lo scorso anno, ma mi ha detto di non averlo mai portato a scuola», sostiene una mamma. «Ho ricavato il 50 percento. Impiegherò questi soldi per comprare i testi di quest’ anno». In libreria una parola impronunciabile è quella dello sconto. «I margini sono talmente limitati – sostiene un negoziante – che non possiamo neppure operare la rateizzazione». Dicevamo degli aumenti, già ufficializzati dal Codacons che ha valutato un surplus del corredo attorno al 3,5%, mentre per l’ acquisto dei libri il costo sale del 5. «Anche se l’ aumento si riferisce non al prezzo di copertina del singolo libro ma alla spesa di una famiglia che comprende i libri obbligatori, quelli consigliati (che dovrebbero essere senza vincolo di acquisto, ma che poi facoltativi non lo sono affatto) e i vocabolari, si tratta di una variazione superiore a 3 volte quella prevista dal ministero». Ma il vero problema «è il rischio stangata dal 1° settembre, dato che hanno pensato bene, con la legge n. 221, di eliminare l’ unica cosa positiva di questi ultimi anni: l’ articolo 5 del decreto 137 che obbligava le scuole ad adottare solo libri per i quali gli editori si erano impegnati a mantenere invariato il contenuto per un quinquennio». I dati che emergono in merito all’ utilizzo della strumentazione informatica non sono affatto confortanti. Internet viene utilizzato mensilmente in modo discontinuo ed incostante soprattutto nelle Isole (mai nel 73,3%, qualche volta nel 2,6% e quasi ogni giorno solo nel 2,6% dei casi). Infine, solo l’ 8,8% dei bambini del Nord-Est intervistati ha prodotto ?solo qualche volta? testi per E-book; seguono gli studenti del Sud (8,3%), quelli del Nord-Ovest (6,5%) e quelli del Centro (4,6%). In tutti i casi l’ usato continua ad essere la “prima scelta” delle famiglie, come confermano anche i librai. «Il mese scorso una mamma ha acquistato due soli libri della lista del figlio -ricorda Paolo Filoramo – recandosi poi in uno dei mercatini dell’ usato dove ha reperito gli altri, riportandomeli per avere la conferma che fossero quelli giusti. Ricordo sempre quel particolare e aggiungo che ho compreso il gesto in buona fede di quella donna».

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