22 Dicembre 2009

Il Codacons è pronto a chiedere i rimborsi

I viaggiatori vogliono essere risarciti, ma sarà molto difficile

 
MESTRE.  Il Codacons Veneto chiederà il risarcimento di massa per i ritardi e i disagi causati dalla neve. Motivo? «Era un evento annunciato, eppure nulla è stato fatto per evitare il disastro ferroviario». Tra i pendolari più «arrabbiati» ci sono quelli della linea Venezia-Trieste, abituati ad attendere convogli in ritardo e non arrivare al lavoro in tempo per timbrare il cartellino. La giornata peggiore per i pendolari che ogni giorno si recano da Quarto d’Altino e da Gaggio a lavorare a Venezia e tornano indietro a sera o al mattino se hanno i turni, è stata sabato. Anche domenica però si sono verificati parecchi disagi.  «Sabato – spiega il portavoce dei pendolari nonché responsabile del Codacons locale, Luciano Ferro – sono andato in stazione in anticipo per prendere il diretto per Venezia delle 10.58, continuavo a guardare il display. Alle 11 è stato comunicato un ritardo di 40 minuti, che man mano è diventato di quasi 2 ore. Il treno è arrivato alle 12.50 ed è entrato in stazione a Mestre dopo le 13, con quasi mezz’ora di sosta senza nessuna spiegazione. Da qui non è partito». A quel punto chi doveva per forza arrivare a Venezia ha preso l’autobus. Idem alla sera. «Tornare a casa, quasi impossibile. Il treno delle 21.30 in partenza per Quarto non è mai arrivato e i pendolari hanno fatto avanti e indietro per i binari senza sapere nulla». Da qui la richiesta di risarcimento. «Chiederemo il risarcimento di massa, non è possibile che a subire le pene del freddo in inverno e del caldo in estate, siano sempre i pendolari dei regionali». In tanti si domandano quali siano i diritti dei passeggeri in questi casi. «Per prima cosa – spiega Paolo Martinello di Altroconsumo – dobbiamo fare distinzione tra aerei e treni. Nel caso del trasporto aereo ci sono precisi regolamenti comunitari, non esistono obblighi di assistenza scritti. Trenitalia non rimborsa biglietti né concede bonus se il treno fa ritardo per causa maltempo. Se il convoglio invece non parte e si rinuncia al viaggio, il rimborso è previsto. A differenza delle compagnie aeree – prosegue – le Ferrovie dello Stato non hanno alcun obbligo di soccorso e di assistenza ai passeggeri, come è successo in passato, nel caso il treno si fermi all’improvviso nel mezzo di una landa desolata a causa di un guasto o di condizioni del tempo avverse. Se il soccorso non viene prestato, allora per i passeggeri si configura la possibilità di richiedere un risarcimento danni alle Ferrovie».

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