21 Ottobre 2009

Il Codacons: “Per la ripresa il Governo cambi la Finanziaria

 ROMAAlla luce dei dati Istat su ordini e fatturato dell’industria, il Governo deve modificare la Finanziaria.  È l’invito del Codacons. «Secondo i dati resi noti dall’Istat si tratta della flessione più forte dal gennaio 2000.  Pochi giorni fa il Codacons aveva evidenziato come il fatto che la produzione industriale avesse segnato ad agosto un +7% rispetto a luglio, per quanto fosse un valore positivo, non poteva certo significare che la crisi fosse finita, anche perché ad agosto i dati risentono troppo della stagionalità – sottolinea il Codacons in una nota -.  La conferma della bontà della tesi del Codacons arriva ora da questi indici che sono in netta controtendenza rispetto ai precedenti. La verità è che per parlare di una inversione di trend non basta un solo mese in rialzo». «Inoltre è bene che il Governo si metta in testa che anche quando il Pil, il fatturato e gli ordinativi riprenderanno finalmente quota, prima che questo si traduca in aumenti occupazionali ed in una effettiva ripresa dei consumi delle famiglie, dovranno passare parecchi mesi – prosegue l’associazione -. Ecco perché il Governo non può fermarsi sulla riva del fiume ed attendere che la crisi passi, anche perché questo si tradurrebbe in una perdita secca di competitività del nostro Paese.  Per questo il Codacons invita il Governo a rivedere la Finanziaria fantasma». «Come paventavamo, continuano a farsi sentire con forza gli effetti d’onda lunga dei licenziamenti e delle casse integrazione, determinando un’ulteriore contrazione dei consumi che, a sua volta, comporta importanti ricadute negative sulla produzione industriale». È il commento di Federconsumatori e Adusbef. «Alla luce di tali dati, continuiamo a ribadire che a peggiorare sempre più gli effetti della crisi è un pesante calo della domanda di mercato, per arginare il quale è indispensabile intervenire a sostegno del potere di acquisto delle famiglie, attraverso una detassazione del reddito fisso, da lavoro e da pensione, per almeno 1.200 euro l’anno, misura che rivendichiamo da tempo» – sostengono Roberto Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

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