4 Settembre 2018

Il Codacons parte civile al processo: «Resta il reato di inquinamento ambientale»

il caso affidato al massimo esperto in materia, agostino messineo
«Le fonderie Pisano sono come l’ Ilva di Taranto». A dichiararlo l’ avvocato Carlo Rienzo, presidente nazionale del Codacons. Il coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ Ambiente e la tutela del territorio provvederà, a breve, a presentare ricorso contro la richiesta d’ archiviazione circa i danni ai cittadini residenti nella zona di Salerno, Valle dell’ Irno, Pellezzano e Baronissi. Il Codacons Salerno ha inoltre provveduto a presentare una richiesta di preadesione per un’ iniziativa contro lo storico opicifio di via dei Greci, a Fratte, in favore di tutti colori che si ritengono danneggiati dai reati contestati nei processi relativi alle fonderie, contro l’ Arpac, la famiglia Pisano ed i vertici aziendali. La preadesione consiste nella compilazione di un modulo, previo certificato di residenza, per la costituzione di parte civile in vista delle udienze fissate per il 1 ed il 3 ottobre nel corso della quale la Procura chiederà il rinvio a giudizio. «Sono anni che attenzioniamo questa situazione – ha dichiarato l’ avvocato Rienzi – Un po’ come per l’ Ilva di Ta ranto esiste una concentrazione elevata di CO2 oltre i limiti di legge che hanno sicuramente danneggiato i cittadini. Abbiamo richiesto un’ indagine sui giovani in modo da capire se c’ è qualche problematica per il futuro. E’ il momento non solo di pulire ma anche di bonificare il territorio. Siamo rispettosi dell’ autonomia delle imprese ma riteniamo che si debba trovare nel più breve tempo possibile una sistemazione adeguata e soprattutto lontana dalle abitazioni per produrre tombini». Dello stesso avviso anche il vice segretario nazionale del Codacons, l’ avvocato Matteo Marchetti, secondo cui le fonderie Pisano non avrebbero ottemperato alle prescrizioni. «La richiesta di rinvio a giudizio è arrivata prima delle ultime analisi dell’ Arpac che hanno verificato che le prescrizioni non sono ottemperate – ha aggiunto l’ avvocato Marchetti – Per noi rimane il reato di inquinamento ambientale così come previsto dalla richiesta di rinvio a giudizio». Il Codacons ha dunque annunciato l’ intenzione di costituirsi parte civile, come associazione: «E’ un lavoro immane che si prospetta ma non abbiamo timore. Abbiamo deciso di seguire la vicenda relativa alla sospensiva dell’ Aia da parte del Tar che avverrà a fine dicembre del 2018», ha dichiarato Marchetti.

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