Il Codacons: “ora la finanza sequestri pompe e depositi”
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fonte:
- Il Secolo XIX
Roma. «Non è finito nemmeno con le solite vaghe e inutili promesse l’incontro tra il ministero dello Sviluppo Economico e le compagnie petrolifere. In pratica non si è partorito neppure il solito topolino, ossia una promessa vaga di ridurre i prezzi. Così le compagnie petrolifere potranno continuare a mangiarsi il formaggio, spennando i poveri automobilisti andati in vacanza o pronti a partire per Ferragosto». Per il Codacons «la richiesta di ridurre di due centesimi al litro la benzina verde avanzata dal ministero era come chiedere a un serial killer di stare composto a tavola. Non a caso le compagnie hanno risposto che sono già state buone ad aumentare solo di 3 centesimi e che a decidere è il mercato, che in realtà non esiste». A questo punto il Codacons chiede che «a intervenire sia la Guardia di Finanza, controllando i fogli di acquisto dei carburanti di pompe e depositi, per accertare se vi siano stati rialzi puramente speculativi. In caso di accertamento positivo, ossia nel caso i prezzi di vendita risultino variati nonostante i prezzi di acquisto siano rimasti stabili, si chiede di procedere al sequestro di quelle pompe e di quei depositi». L’Adiconsum, invece, propone al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, di sottoporre i carburanti al controllo di una Authority. «Oramai ogni volta che si ripete la speculazione sui carburanti – afferma l’associazione dei consumatori in una nota – si assiste al solito rito: coro di proteste, convocazione da parte del ministro Scajola delle compagnie petrolifere, ma risultati fino a oggi uguali a zero». L’Adiconsum «ha avanzato una proposta precisa, rispettosa delle regole del mercato: c’è bisogno di nuove regole e la regola da chiedere alle compagnie petrolifere è che il prezzo alla pompa vari con una frequenza di 3 mesi, così come già avviene per luce e gas». «Ma il ministro Scajola, che rappresenta l’interesse pubblico – sottolineano i consumatori – che ne pensa? Non vorremmo sentirci ripetere ancora una volta che la proposta è giusta, ma che non si può imporre alle compagnie». Ed è critica nei confronti del governo anche la Federconsumatori che già prima dell’incontro aveva invitato l’esecutivo a dare una sterzata alla situazione. «Non c’è più spazio per l’indignazione – afferma Federconsumatori in una nota – È necessario intervenire con decisione su tale versante, passando finalmente dalle parole ai fatti, come ribadiamo da tempo. In particolare – spiega Rosario Trefiletti – è indispensabile agire su tre fronti»: in particolare «portando finalmente a compimento la configurazione dell’Autorità per l’Energia e dotando tale organismo di responsabilità di verifica e controllo, ma anche di sanzione, soprattutto in relazione ai prezzi dei prodotti petroliferi»; in secondo luogo «verificando l’efficienza dell’intera filiera petrolifera nel nostro Paese, a partire dalla raffinazione, al fine di comprendere il perché dell’esistenza di un differenziale (dai 3 ai 5 centesimi) tra il costo industriale dei carburanti in Italia rispetto alla media europea» ed infine «eliminando una volta per tutte "impicci ed impacci" che ostacolano una completa liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti, che consenta la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione».
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