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17 Marzo 2019

Il Codacons: ora a Firenze si giochi senza pubblico per un mese

 

La morte – recita un antico adagio – non si augura neppure al peggior nemico. E nella mentalità ultras, pur perversa che sia in generale, devono essere saltati gli ultimi equilibri, a giudicare da quel che è accaduto venerdì alla Sardegna Arena. Quel devi morire , cantato col pugno destro levato al cielo da una decina di tifosi toscani assiepati nel settore ospiti, mentre gli operatori del 118 accorrevano in Curva Sud per soccorrere Daniele Atzori, il tifoso colpito da malore e poi morto nel suo stadio, accende la spia rossa di un disagio che non può essere attribuito soltanto all’ esasperazione sociale. Quel devi morire , per la verità, l’ hanno sentito in pochi. Ma la scena pietosa e disperata dei tentativi operati dai soccorritori di strappare alla morte Daniele Atzori, nel piazzale a dieci passi dieci dalla sala stampa, dove si consumava il rito delle dichiarazioni post partita, è ancora negli occhi dei cronisti e degli addetti alla sicurezza. I volti cupi dei dirigenti del Cagliari, quando era da poco trascorsa mezzanotte, hanno fornito la conferma del decesso, prima che arrivasse da fonti ufficiali. Ma resta l’ episodio. Avvenuto, tra l’ altro, nel giorno in cui le due tifoserie, pur rimarcando steccati atavici, hanno onorato la memoria di Davide Astori, spellandosi le mani prima e durante la partita in onore dell’ ex capitano viola, per anni pilastro della difesa rossoblù. Il Codacons parla di «vergognosi messaggi di odio e violenza» e chiede alle autorità sportive «di adottare provvedimenti immediati» e «sanzioni pesantissime nei confronti dei tifosi della Fiorentina, disponendo che le partite della squadra siano disputate a porte chiuse per almeno un mese». Ma siamo sicuri che accadrà? E che serva per recuperare umanità e rispetto anche in curva? Lorenzo Piras.

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