23 Agosto 2015

Il Codacons: «Noi parte civile nel processo»

Il Codacons: «Noi parte civile nel processo»

stefàno: «ci vogliono norme più incisive contro queste degenerazioni del lavo ro »
• Il Codacons si costituirà parte civile nel procedimento per la morte di Paola Clemente. L’ associazione ha presentato formale richiesta alla Procura di Trani. «Lo sfruttamento del lavoro rappresenta un danno per l’ intera collettività, perché oltre a violare i diritti dei lavoratori crea distorsioni del mercato con ripercussioni sulla concorrenza e sulla qualità delle produzioni» spiega il Presidente Carlo Rienzi. E intanto ieri, l’ onorevole Renata Polverini (Forza Italia), con un gruppo di sindacalisti dell’ Ugl, medici e volontari è stata tra i braccianti in alcuni campi agricoli di Andria, Trinitapoli e Borgo Mezzanone per portare loro aiuto e generi di conforto. «È fondamentale – ha dichiarato – richiamare l’ attenzione del governo ad atti concreti a iniziare per esempio da ispezioni da parte dell’ Inps e dell’ Inail che sono completamenti assenti». Sul tema caporalato e leggi di contrasto si è espresso anche il senatore di Sinistra, ecologia e libertà, Dario S t e f à n o, che ha scritto una lettera al ministro dell’ Agricoltura, Maurizio Martina. «L’ incalzare nella cronaca di queste atroci morti ci deve portare ad assumere iniziative forti, puntuali e di sistema, utili anche alla definizione di un quadro normativo maggiormente incisivo nella prevenzione e nella capacità di controllo repressivo. Ho raccolto diverse testimonianze provenienti da realtà che, per i più eterogenei motivi, sono o “entrano” in contatto con il caporalato: dalle denunce dei sindacati attivi in questo settore fino agli agricoltori che scelgono di non passare per l’ igno bile scorciatoia di questa forma di vera e propria schiavitù. Ho riassunto l’ esito di questi confronti nella necessità di istituire una Commissione d’ inchiesta parlamentare perché, nonostante il passo avanti ottenuto con la previsione del reato di caporalato nel nostro codice penale, resistono difficoltà importanti e sostanziali nella prevenzione e nell’ accertamento, così come nell’ attribuzione di questa fattispecie criminosa. Solo questo, però, non può più bastare. Ho ritenuto necessario – chiarisce ancora Stefàno – prevedere anche un approfondimento su quei fenomeni sempre più diffusi quanto originali che rientrano nel cosiddetto “lavoro grigio”, dove le norme sembrano essere rispettate ma nei fatti si lacerano diritti e dignità dei lavoratori». Critico con l’ atte ggiamento del governo Renzi è il senatore di Conservatori e riformisti, Luigi d’ Ambrosio Lettieri, secondo il quale «I provvedimenti del governo sul caporalato si potrebbero definire in diluizione omeopatica. L’ emergenza caporalato, a nostro avviso, è tale che si imporrebbe, invece, un trattamento con dosi massicce di concretezza e serietà. Per ora solo parole a vuoto e chili di retorica, mentre i lavoratori e le lavoratrici muoiono e le Procure aprono giustamente fascicoli». Per l’ assessore regionale pugliese al Welfare, Se bastiano Leo, «la lotta al caporalato e al lavoro nero nelle campagne della nostra Puglia necessita di uno scatto di reni, attraverso una strategia condivisa e con strumenti efficaci. L’ ennesimo fatto di cronaca e la notizia che unaltro bracciante sia statocolto da malore nella stessa campagna in cui è morta la povera signora Paola, ci addolora e ci sconvolge.Ma sappiamo che le espressioni di dolore e sconcerto non bastano più.Dobbiamo investire e valorizzare il lato buono della Puglia. Già con ladelibera di giunta n. 2506 del 15.11.2011 la nostra Regione aveva approvato gli indici di congruità come strumento idoneo agarantire legalità e trasparenzanel comparto agricolo, attraverso una azione di prevenzione che partisse dal rispetto della normativa in materia di assunzioni per le aziende che beneficiano di contributi e finanziamenti pubblici a qualsiasi titolo a livello nazionale regionale e comunitari. Di concerto con l’ assessore all’ agricoltura, Di Gioia, credo che sia necessario predisporre un piano d’ intervento organico per dare piena attuazionea quella delibera:occorre, infatti,isolare le imprese che rendono i nostri campi terra di sfruttamento e di morte».
 

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