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15 Luglio 2019

Il Codacons lancia un esposto contro i vip: “Basta foto dei figli sui social”

 

Il Codacons ha iniziato una battaglia contro web influencer e vip in generale che, sempre più spesso, pubblicano sui social foto dei propri figli, bambini e neonati, in totale spregio della normativa vigente. Alla Procura della Repubblica di Roma e anche al Garante della Privacy e a quello dell’Infanzia l’associazione ha presentato un esposto corredato da un dossier di foto reperite su Instagram che mostrano minori in pose o situazioni inadeguate.

“Sulle piattaforme web sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, finanche neonati, ritratti talvolta seminudi o in pose o situazioni ambigue ed allusive, con il risultato di trasformare gli spazi virtuali in un postribolo in cui i più piccoli potrebbero rimanere vittime dell’illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi” – si legge nel documento stilato dal Codacons – “Immagini che immortalano minori in tenera età, senza l’adozione di alcun tipo di accorgimento, ai soli fini esibizionistici o di lucro”. “Come rappresentato da moltissimi psicanalisti interrogati sul tema, i bambini, una volta cresciuti e alle prese con la propria rete sociale, su quelle piattaforme, si ritroveranno dotati di un fardello di contenuti digitali impropriamente pubblicati nel corso degli anni dai genitori. Senza, ovviamente, che il soggetto più importante della relazione – il bambino – abbia avuto alcuna possibilità di dire la sua”, si legge ancora nella nota.
Il Codacons contro i vip: perché le foto dei figli minori non andrebbero pubblicate

Le foto di bambini pubblicate da note influencer e personaggi famosi, violano una serie di normative nazionali e internazionali, spiega il Codacons nell’esposto: “La tutela della vita privata e dell’immagine dei minori ha trovato tradizionalmente cittadinanza, nell’ordinamento italiano, nell’art. 10 c.c. (concernente la tutela dell’immagine); nel combinato disposto degli artt. 4,7,8 e 145 del D.Lgs. 30.06.2003 n. 196 (riguardanti la tutela della riservatezza dei dati personali) nonché negli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20-11-1989, ratificata dall’Italia con legge 27-5-1991 n. 176 (laddove, in particolare, l’art. 16 stabilisce che: ‘1. Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione. 2. Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze o tali affronti”), sottolineando in modo netto come debba essere necessariamente data preminenza agli interessi e alla dignità del minore. Anche l’art. 8 delle Regole di Pechino, intitolato “Tutela della vita privata”, prevede che “il diritto del giovane alla vita privata deve essere rispettato a tutti i livelli, per evitare che inutili danni gli siano causati da una pubblicità inutile e denigratoria”.

Per tali motivi il Codacons ha chiesto alla Procura della Repubblica di Roma e ai garanti della Privacy e dell’Infanzia di verificare il configurarsi di eventuali illeciti e responsabilità, disponendo il sequestro probatorio dei contenuti pubblicati sui social network che potrebbero configurare reati. Con una lettera a Facebbok, inoltre, l’associazione chiede all’azienda di intervenire sospendendo la pubblicazione su Fb e Instagram di tutte le immagini ritraenti minori e diffuse in violazione della normativa vigente.

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