5 Ottobre 2011

Il Codacons: “La Corte dei Conti deve aprire un’inchiesta”

Il Codacons: «La Corte dei Conti deve aprire un’inchiesta»
  I pm sfidano la Corte: «Sentenza già decisa»

Uno dei giurati non togati andato in camera di consiglio spiega cosa è successo in quelle otto ore: «È stata una decisione sofferta. Molto sofferta. Tutti noi abbiamo dei figli e ci siamo messi nei panni dei Kercher. Ma non c’ erano le prove per condannarli». Il pubblico ministero Manuela Comodi invece non ha dubbi: «Con l’ assoluzione di Raffaele Sollecito e Amanda Knox non è stata fatta giustizia. Fin dall’ inizio la Corte ha fatto il suo ingresso in aula con una mezza idea di come sarebbe finita. Basta avere ascoltato la relazione del giudice a latere per capire: spiegava come del processo di primo grado era giusto conservare una sola certezza, la morte di Meredith». A chi le ha detto che Amanda era in partenza per gli Stati Uniti, ha risposto: «Le auguro buon viaggio. Penso che questa sarà l’ ultima volta – aggiunge – che la vedremo in Italia almeno nell’ ambito di questo processo». Accanto a lei, il pm Giuliamo Mignini che oltre al processo ha condotto l’ inchiesta. «Sono stati fatti errori dai giudici e dai periti. Questa era una sentenza già scritta. Poi mi devono spiegare come si faccia a scindere la calunnia dall’ omicidio». Mignini, pur esprimendo rispetto per la Corte, non condivide la sentenza. «Non c’ erano i presupposti – prosegue – per rinnovare l’ istruttoria dibattimentale. La delusione è però soprattutto umana oltre che processuale. Mi porterò sempre dietro – ha ribadito – gli occhi di Meredith quando venne trovato il cadavere. Il ricorso in Cassazione non è in discussione». Critiche e polemiche in cui sulla sponda opposta s’ inserisce il segretario del Pdl ed ex ministro della Giustizia Angelino Alfano: «La sentenza di assoluzione per Knox e Sollecito fa pensare che in Italia per gli errori giudiziari nessuno paga. Se la detenzione di Amanda è stata ingiusta, chi la risarcirà? Chi pagherà mai per una detenzione ingiusta sua e di Raffaele Sollecito? Io – conclude il segretario del Pdl – mi attengo all’ esito del giudizio della Corte, che ha dichiarato innocenti i due, con ciò affermando implicitamente che la detenzione non doveva esserci». All’ ex ministro risponde dall’ Umbria il deputato Gianpiero Bocci: «Alfano dovrebbe rispettare le sentenze e, anche per rispetto alla ragazza vittima di un omicidio efferato, non strumentalizzare una vicenda molto dolorosa. La verità – prosegue Bocci – è che la Procura di Perugia è stata sottoposta ad una pressione mediatica senza precedenti fin dall’ inizio del caso, si è cercato di screditare il lavoro dei magistrati impegnati in un processo difficile e che hanno sempre dimostrato grande professionalità». E ancora altre risposte: «Si tratta di una sentenza scritta fuori dai tribunali. Noi rispettiamo le decisioni della magistratura, ma non tolleriamo e non tollereremo mai gli attacchi strumentali al prezioso lavoro della squadra mobile, della polizia scientifica». sostiene Fabio Tristaino, segretario provinciale di Perugia del Sap, il sindacato autonomo di polizia. Quello del risarcimento è tema caldo: «Dopo la sentenza della Corte d’ Appello si apre ora la questione del risarcimento spettante ai due imputati per aver trascorso gli ultimi 4 anni in carcere». Lo sostiene il Codacons secondo il quale «la sentenza di ieri trasforma la detenzione di Knox e Sollecito in una detenzione ingiusta e abnorme e, come tale, da risarcire, in base alle norme del nostro ordinamento». Si tratta, dice il Codacons di «milioni di euro che lo Stato italiano dovrà versare ai due soggetti scagionati da ogni accusa, e che peseranno sulla collettività». Per questo l’ associazione ha deciso di rivolgersi alla Corte dei Conti, «affinchè‚ il prezzo degli errori giudiziari non venga fatto pagare ai cittadini italiani».
 

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