Il Codacons: l’ ex ostaggio paghi le spese
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
Con la liberazione arriva anche la polemica: «Quanto è costata allo Stato Italiano l’ intera operazione? E chi rimborserà alla collettività le spese sostenute per la liberazione di Bosusco?». A chiedere di fare i conti è l’ associazione di consumatori Codacons, dopo le dichiarazioni del sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura: «la Farnesina indicava che in quella zona non ci si va, questo veniva raccomandato. Bosusco sembra essere molto esperto della zona e sembra conoscere la lingua. Ma nostra raccomandazione ufficiale e ufficiosa era di non andarci». «Alla luce di tali affermazioni, riteniamo che costi di qualsiasi natura sostenuti dallo Stato per la liberazione di Bosusco non debbano ricadere su tutti i cittadini» afferma l’ associazione. «Se un italiano decide consapevolmente di recarsi in una zona ad elevato rischio e chiaramente sconsigliata dalle autorità – spiega il Presidente Carlo Rienzi – deve poi farsi carico delle spese che lo Stato sostiene in caso di problemi, come nel caso del rapimento di Paolo Bosusco». De Mistura ha escluso che per la liberazione sia stato pagato un riscatto: «Quando si tratta con guerriglieri maoisti non si parla di denaro. Ci sono state altre richieste fatte alle autorità dell’ Orissa e loro hanno discusso in maniera efficace. I pirati somali per esempio chiedono denaro e da parte nostra c’ è la decisione di non pagare».
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