Il Codacons invita i pazienti a chiedere i danni da chimaera
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fonte:
- Giornale di Vicenza
intanto, altre due morti accertate per il batterio killer a reggio emilia
Dopo che le Regioni Veneto ed Emilia Romagna hanno scritto a migliaia di persone operate dal 2010 al 2017 al cuore, mettendole in guardia dal rischio di infezione, sul batterio killer si muove il Codacons. L’ associazione dei consumatori sta infatti raccogliendo «le manifestazioni d’ interesse di tutti i cittadini coinvolti», e invita i malati «sottoposti ad interventi cardiovascolari» che possono essere «entrati in contatto con il mycobacterium Chimaera» a segnalare il loro caso: «nell’ eventualità venga aperto un procedimento penale, c’ è la possibilità di costituirsi parte offesa nel procedimento». Il ragionamento del Codacons è, fra l’ altro, che anche i pazienti che hanno ricevuto la lettera e che non risultano fortunatamente contagiati hanno diritto ad un ristoro, per il patema subito.Intanto, la procura di Vicenza prosegue gli accertamenti sulla morte del dottor Paolo Demo, che con il suo memoriale ha dato il via all’ indagine ed ha sollevato un caso che rapidamente si è esteso in mezza Italia. A provocarne la morte sarebbe stata una vasta infezione, almeno inizialmente causata dal chimaera contratto in sala operatoria. Gli inquirenti attendono l’ esito delle consulenze che sono state disposte dopo l’ autopsia sul medico deceduto a 66 anni.In Emilia-Romagna, intanto, salgono a quattro i casi accertati di infezione: sono infatti emersi altri due decessi sospetti su pazienti operati a cuore aperto, come i due precedenti, al Salus Hospital di Reggio Emilia. «Dei quattro casi di infezione, tre sono decessi mentre un paziente è in buona salute», spiega l’ Agenzia sanitaria e sociale regionale. «Stiamo ancora lavorando per cercare di capire se ci sono stati altri casi di infezione – prosegue la direttrice -, analizzando la coorte di operati per sostituzione delle valvole aortiche tra il 2010 e il 2017 che hanno avuto un decesso per infezione». Si tratta di 134 casi che la Regione sta esaminando su richiesta del ministero della salute dopo le morti in Veneto (sei, su 18 casi di infezione) e in Emilia-Romagna e le inchieste aperte dalle procure di Vicenza e Reggio Emilia. «Non ci aspettiamo in realtà altri casi – aggiunge l’ Ulss – perchè l’ incidenza attesa dell’ infezione è molto bassa anche negli operati a cuore aperto». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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