2 Agosto 2001

Il Codacons: intervenga la Procura!

IL CODACONS: INTERVENGA LA PROCURA


«Oggi stesso presenteremo un esposto. Questa è assolutamente una frode, oltre naturalmente a rappresentare un chiaro caso di inadempienza contrattuale, e il consumatore deve essere messo in condizione di difendersi». L?avvocato Giuseppe Ursini è il presidente del Codacons di Napoli. Casi del genere ne ha visti, sempre dalla parte del cittadino, vittima di pastoie burocratiche pubbliche e inefficienze organizzative private.
Il danno è stato fatto, ma qual è la strada che l?utente può imboccare per difendersi? «Vorrei che i consumatori vittime di questo episodio si rivolgessero a qualche associazione di tutela del cittadino per farsi difendere, In casi come questo – spiega Ursini – bisogna presentare ricorso al giudice di pace perchè oggettivamente il danno per il cittadino non supera i due milioni».
Danno che potrebbe, in alcune circostanze, essere addirittura superiore. «Si, se qualcuno è impossibilitato a partire per problemi di organizzazione, e magari ha un impegno di lavoro, previa presentazione della documentazione del caso, può fare causa per i danni subiti. Ripeto, però, l?impegno deve essere documentato».

In casi «normali» invece l?utente può richiedere un risarcimento in via equitativa. Oltre, ovviamente, al rimborso del biglietto. «Le compagnie di navigazione si attengono ai loro regolamenti, che prevedono soltanto rimborsi, nessun danno procurato. Ma non è così. Le società non possono fare il bello e il cattivo tempo a loro piacimento. Ci sono delle leggi da rispettare, per tutti».

Il Codacons si è già trovato a dover presentare il conto per le falle organizzative alle varie compagnie marittime. «Mi ricordo di una famiglia che doveva andare in Sardegna- prosegue l?avvocato Ursini – acquistò normalmente i biglietti, si presentò all?imbarco, mi pare a Civitavecchia, e quando arrivò, sulla nave non c?era più la cabina loro assegnata dal ticket. Si dovettero arrangiare a fare il viaggio in un?altra cabina, divisa a metà con un?altra famiglia, e con quindici centimetri di acqua sul pavimento. Un?esperienza traumatica (specialmente a inizio vacanza, aggiungiamo noi). Sono cose per cui alla fine qualcuno deve pagare, non ci sono ragioni».

Oltre all?esposto il Codacons contatterà anche la compagnia incriminata, in questo caso le linee Lauro. «Secondo la normativa 281/96, che tutela il consumatore, intimeremo alla società marittima di cessare comportamenti del genere. Sono cose che non devono ripetersi più, assolutamente. Il cittadino ha dei diritti non può essere trattato in questa maniera assurda».

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