Il Codacons: in vista sorprese a gennaio con aumenti per trasporti, elettricità e gas
«Sarà un inverno di stangate»
Roma. Una discesa in tempi brevi del prezzo del petrolio sarà difficile. Non lo nascondono economisti e addetti ai lavori. Ecco perchè di qui a Natale ci attende una sequela di rincari e poi una stangata, perchè è questo l?effetto a cascata della crescita del greggio. «Ogni 3 centesimi di aumento dei carburanti – spiega Rosario Trefiletti, leader di Federconsumatori – abbiamo calcolato una ricaduta dello 0,1 sull?inflazione complessiva». Fatto sta che, per il mero effetto-petrolio, gli italiani vedranno lievitare spese familiari difficilmente limabili. Secondo il Codacons, l?impennata del costo del petrolio si tradurrà in Italia «in un duro colpo» di almeno 442 euro all?anno per le tasche dei consumatori. Si spenderanno 200 euro in più all?anno per il pieno benzina, circa 130 per il riscaldamento a uso domestico, dai 35 ai 40 per il gas.
«Non dimentichiamo che il prezzo del greggio – ricorda il Codacons – ha un?enorme ricaduta anche sui prezzi dei beni di largo consumo, pari allo 0,3% dell?inflazione, incidendo per altri 72 euro in più all?anno».
Prime vittime del caro-petrolio sono trasporti e riscaldamento. Dall?inizio dell?anno, il prezzo delle benzine alla pompa è lievitato già del 13%, mentre quello del gasolio ha sfiorato il 20%. Insomma spostarsi in auto è diventato un lusso. Così anche per il riscaldamento domestico, sempre più costoso. Per il gas si ipotizzano rincari nella prossima bolletta dell?1,2% rispetto al trimestre precedente.
L?amministratore delegato dell?Enel Paolo Scaroni ha promesso che le bollette non subiranno rincari fino alla fine dell?anno. Però poi bisognerà recuperare, così sommando elettricità a gas a gennaio potrebbe esserci una vera stangata.
Ed è in arrivo anche un?ondata di aumenti per molti vettori aerei: dai 2 ai 7 euro per tratta.
Ma come frenare i prezzi? Potrebbe esserci un modo di frenare la dittatura del petrolio: come indicato da Coldiretti, si potrebbero produrre biocarburanti da usare in agricoltura in modo tale da ridurre la richiesta petrolifera. In tempi brevi, l?unica via potrebbe essere quella di agire sulle accise, cioè sul prelievo fisso che lo Stato esercita per ogni litro di carburante. Le associazioni dei consumatori hanno da tempo chiesto al Governo di tagliarle di 4 centesimi, tanto più che fino allo scorso anno erano di 54 centesimi e 2 punti in più furono aggiunti a Natale scorso per finanziare il contratto degli autoferrotranvieri.
Oppure, altri 7-8 centesimi si potrebbero risparmiare se finalmente si attuassero le riforme sulle distribuzione dei carburanti: fai-da-te, commercializzazione dei prodotti non-oil nei distributori, vendita di carburanti anche nei supermercati.
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