9 Febbraio 2020

Il Codacons: «Il Vitulus rimanga a Catanzaro»

«”Vitulus” sotto sfratto». Usa uno slogan forte l’ associazione dei consumatori del Codacons per contestare lo spostamento avvenuto ieri della scultura “Vitulus” (il toro che campeggiava davanti alla statua del Cavatore). Scade infatti la concessione rilasciata dagli uffici comunali al posizionamento della scultura di Loreti che rappresenta il mitologico toro (“Vitulus” che sta per vitello) che diede il nome all’ antica Calabria e da cui deriva la parola Italia. Il Codacons richiama le antiche origini della scultura e chiede nell’ immediato «il rinnovo della concessione per consentire di procedere agli adempimenti burocratici per regalare, in modo definitivo, l’ opera alla città». L’ Associazione chiama a raccolta i Catanzaresi per tempestare di richieste gli Uffici Comunali «affinché la città si appropri della sua identità. «Vogliamo che Vitulus – scrivono dal Codacons – diventi un monumento permanente e che l’ opera rimanga nel luogo in cui si trova: a guardia di una delle antiche porte». Per l’ associazione dei consumatori «è fondamentale che la città si riappropri delle proprie origini, della propria identità». «Non possiamo attendere – si lege nel comunicato – la morte del grande Nuccio Loreti per valorizzare le sue opere, come accaduto per altri artisti nati nella nostra città. Vogliamo che chiunque giunga a Catanzaro sappia che questa terra diede il nome all’ intero paese. Vitulus – ovvero vitello, toro – rievoca le antiche popolazioni che abitavano la città e che adoravano, appunto, un vitello». «I Vituli -ricorda ancora il Codacons – finirono per dare nome a tutta la penisola, mutuando il nome con cui i greci li indicavano, ovvero Italói». «Non pensiamo che i costi e gli indispensabili interventi di manutenzione – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – possano rappresentare un ostacolo. In fondo a Catanzaro abbiamo sprecato più di 80mila euro per apporre degli inutili paletti. Paletti tanto preziosi che dopo appena qualche giorno sono stati divelti e resi inutilizzabili. Uno sperpero incredibile ma tollerato. Eppure con quella cifra potremmo non solo regalare Vitulus alla città ma anche curarne la manutenzione a vita». «Nei giorni scorsi abbiamo espresso gratitudine a Nuccio Loreti – prosegue Di Lieto – il quale si è dichiarato favorevolmente sorpreso dall’ iniziativa ed ha ribadito che l’ opera è nata per la città ed è stata pensata proprio per il luogo ove si trova. Un perenne ricordo delle nostre origini ed un prezioso richiamo per i cittadini ed i turisti. Regalare Vitulus alla città è un’ opportunità da cogliere». Prima rigaseconda rigaterza riga.

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