29 Dicembre 2010

IL CODACONS HA PRESENTATO UN ESPOSTO IN PROCURA PER OMISSIONE D’ ATTI D’ UFFICIO E INVIATO UN FASCICOLO ALLA CORTE DEI CONTI

MILANO – IL CODACONS presenta esposti in Procura e alla Corte dei Conti. I motociclisti chiedono al Comune di adottare un software per mappare le strade di Milano. E ancora, i tassisti si offrono come sentinelle per segnalare i disagi alla polizia locale. Ciclisti e pedoni infuriati. Insomma, è caos buche. Giusto ieri, il Partito democratico ha invocato una commissione d’ inchiesta sull’ asfaltatura delle vie, a seguito dei «crateri» creatisi in città dopo il maltempo. «Milano è un campo di battaglia – l’ accusa di Roberto Caputo, consigliere provinciale del Pd -. Le strade sembrano centrate da colpi di bazooka o di mortaio, con buche e voragini che mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini, soprattutto di quelli che si spostano in moto o in bicicletta». Per questo, secondo l’ opposizione, «bisognerebbe istituire una Commissione d’ inchiesta che approfondisca come sono stati fatti i lavori di asfaltatura delle strade, esaminando le gare d’ appalto, i capitolati e il materiale utilizzato». A REPLICARE al fuoco incrociato ci pensa l’ assessore ai Lavori pubblici, Bruno Simini: «Noi la commissione d’ inchiesta la facciamo tutti i giorni: basta parlare con gli uffici tecnici per avere tutte le informazioni. E poi, la colpa non è certo della qualità dell’ asfalto». Piuttosto, dell’ usura: «La stragrande maggioranza dei casi si verifica in corrispondenza delle strade di vecchia realizzazione». I centimetri erosi dal passaggio dei veicoli rendono il manto più vulnerabile e cedevole: così, quando l’ acqua si infiltra e muove terra e ghiaia sottostanti, la formazione di buche è solo questione di minuti. «I problemi sulle vie rifatte di recente si sono possono contare sulle dita di una mano – assicura Simini -. Sui 1.500 casi degli ultimi giorni, saranno meno di dieci. E i tecnici hanno sempre verificato che i lavori fossero stati compiuti a regola d’ arte: in caso contrario, ne abbiamo sempre chiesto conto alle imprese responsabili». Quindi, le strade nuove non danno problemi. E, come esempio, l’ assessore cita il caso di via Fermi: «Di buche non ne ho viste, nonostante sia piovuto anche lì». D’ altro canto, Palazzo Marino non nega i disagi di fine dicembre. Disagi fisiologici, «in attesa di rimettere a posto tutte le 4.200 vie di Milano entro il 2015». Un decimo del lavoro è stato fatto nel 2010. E i ventotto milioni di spesa previsti per l’ anno che sta per iniziare (tre solo per le buche) serviranno a rinnovarne altre mille. Per quanto riguarda gli interventi invernali, «si tratta giocoforza di rattoppi, anche se stiamo sperimentando materiali innovativi per rendere più durevoli nel tempo le riparazioni». I NUMERI dell’ Amministrazione parlano comunque di una situazione in netto miglioramento rispetto al 2009: «Prevediamo una riduzione del 20% degli interventi – fa sapere Simini -. Questo non significa che il problema non esiste, anzi. Proprio per questo, abbiamo deciso di affrontarlo: siamo solo all’ inizio di un percorso». Intanto, ieri sono continuati i problemi di viabilità in città: pioggia e neve hanno concesso qualche ora di tregua, ma le conseguenze del maltempo sono lì da vedere. «Le chiamate più numerose riguardano proprio le buche – sottolinea il vigile Roberto Miglio, sindacalista del Csa -. Come se non bastasse, molte pattuglie della polizia locale sono impegnate quotidianamente nei mercati locali: questo causa un aumento dei reclami inevasi».

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