Il Codacons ha annunciato «class action» anti -trivelle
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fonte:
- La Sicilia
Le trivelle, parte fondamentale dell’ intesa del 6 novembre scorso sul sito industriale di Gela trovano l’ ostilità anche delle associazioni dei consumatori. Il Codacons affila le armi contro il rischio di trivellazione un’ area di 145 chilometri quadrati nel Canale di Sicilia ed annuncia una class action. “Ci opporremo con ogni mezzo alla devastazione del territorio, e chiameremo a raccolta tutti i cittadini della regione – afferma il Segretario Nazionale, Francesco Tanasi – Dopo i danni subiti dall’ intero paese a seguito del maltempo, anziché adottare misure per tutelare il territorio e preservarlo nel tempo, si è varato un decreto che di fatto dà il via libera alle perforazioni selvagge. Un paradosso che rischia di produrre effetti non indifferenti al paesaggio e al patrimonio marino siciliano. Se non ci saranno presto correzioni al provvedimento in grado di offrire precise garanzie ai cittadini e all’ ambiente, avvieremo le dovute azioni legali contro il Governo nazionale e regionale e tutti gli enti responsabili, senza escludere una class action da parte degli utenti residenti in Sicilia” – conclude Tanasi. In città (diversamente che a Roma) continua l’ opposizione del Nuovo Centro Destra all’ accordo con l’ Eni. «Contrariamente a quanto ci vogliono far credere il Governatore Crocetta e il suo consulente ing. Fabrizio Lisciandra – ha dichiarato l’ avv. Lucio Greco, esponente del Ncd, l’ accordo siglato non garantisce affatto i lavoratori e in particolare quelli dell’ indotto; non reca inoltre alcun beneficio all’ economia della città. Lo hanno capito bene chi lavora in raffineria, i com mercianti, gli artigiani e i giovani». «La Green Refinery, il guayule e altre stramberie dai nomi esotici che piacciono tanto al consulente Lisciandra ma un pò meno ai lavoratori – aggiunge – avrebbero dovuto, semmai, aggiungersi alla raffinazione e non sostituirsi ad essa. Quell’ accordo non è una vittoria contro l’ inquinamento». Ed infine la proposta: «Invece di lanciare ingiuste accuse verso chi esprime un legittimo disappunto sull’ accordo, proponiamo di approfittaredella mozione licenziata dal parlamento regionale con cui si chiede di bloccare le trivellazioni per mettere tutto in discussione e trovare un accordo in grado di garantire concretamente e non fumosamente gli interessi del nostro territorio» M. C. G.
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