Il Codacons: «Fermate tutto»
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fonte:
- Il Mattino di Padova
Il pm Guariniello: «Non ho elementi per decidere»
Per Fausto Bertinotti «siamo allo sport chimico»
LE REAZIONI Fanini (Amore & Vita) «Chiediamo i danni»
ROMA. «Sequestrare e bloccare» il Giro d`Italia. Lo chiede il Codacons al Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello. «La manifestazione – sostiene in un comunicato il coordinamento di associazioni per la tutela dell`ambiente e dei diritti degli utenti – è diventata ormai diseducativa per tutti ma soprattutto per quei giovani che intendono avvicinarsi al ciclismo. La causa di tutto, ovviamente è il doping e l`uso che i corridori fanno di sostanze vietate dai regolamenti. Non solo. Le troppe violazioni delle norme a tutela della salute e le notizie che trapelano fanno del Giro d`Italia una vera e propria vergogna per il nostro paese, infangando l`onore dell`Italia». Per questo, «alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno caratterizzato il Giro d`Italia di ciclismo con l`arresto di un corridore e le confessioni sul doping e dopo gli eventi similari dello scorso anno, il Codacons chiede ufficialmente al Procuratore della Repubblica di Torino Raffaele Guariniello di porre sotto sequestro il Giro d`Italia e bloccare la prosecuzione della gara».
Al Codacons il magistrato risponde a stretto giro di posta. Per Raffaele Guariniello «non ci sono elementi per decidere in un senso o nell` altro». Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, il pm avrebbe preso informazioni sui casi di positività, che potrebbero fornirgli dati utili alle sue indagini. Il magistrato, procuratore aggiunto a Torino, ieri non si trovava in città e quindi non ha potuto nemmeno vedere l` esposto dell`associazione dei consumatori.
Sul Giro ormai intervengono anche politici come Fausto Bertinotti di Rifondazione comunista: «Immagino che per gli sportivi sia un altro colpo molto duro. Dopo la vicenda di Marco Pantani, comunque la si voglia giudicare, ora il simbolo della maglia rosa è messo in discussione dalla vicenda doping. Siamo andati verso l` industrializzazione dello sport e verso la sua chimicalizzazione, e le conseguenze cominciano a diventare molto pesanti».
Sulla questione interviene anche Ivano Fanini, patron di «Amore & Vita», da anni paladino nella lotta per il ciclismo e lo sport pulito. «Non c`è da sorprenderci, ormai sono gli stessi corridori che ammettono le loro colpe e responsabilità; lo ripeto da tempo, ma credo che ora sia veramente giunto il momento non solo di fermare questo Giro, ma di sospendere tutta l`attività agonistica almeno per una stagione neutralizzando risultati e classifiche ampiamente falsate dal doping, ed introdurre regole ancor più rigide che prevedano il fermo di quattro anni per chi risulti positivo, in analogia al provvedimento adottato dalla federazione svedese nei confronti del corridore Axelsson, non consentendo ulteriori appelli». «Questa scandalosa situazione non è certo un buon veicolo promozionale per i luoghi che ospitano partenze ed arrivi. E per questi eventi le pubbliche amministrazioni devono sostenere anche impegni finanziari. Invito pertanto – conclude Fanini – il sindaco del mio comune a chiedere i danni a quest`organizzazione che consente la prosecuzione di una manifestazione sporcata dal doping».
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Tags: ciclismo, doping, gara, giro d?italia, Raffaele Guariniello
