21 Luglio 2013

Il Codacons: «Fate pagare la Tares sui rifiuti prodotti»

Il Codacons: «Fate pagare la Tares sui rifiuti prodotti»

 

 

FRANCAVILLA Il Codacons sollecita all’ amministrazione comunale la tariffazione puntuale della Tares. Affinchè il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (la cui prima rata è scaduta ieri) sia tarato sull’ effettiva produzione dei rifiuti di ciascun utente e non rapportato alla superficie dell’ immobile, l’ associazione a tutela dei consumatori ha proposto l’ adozione di un sistema già in uso nel centro e nord Europa. «Si tratta di correlare il pagamento alla dimensione e alle frequenze di svuotamento del contenitore che viene affidato al singolo utente o al condominio», spiega Vittorio Ruggieri, coordinatore provinciale Codacons prendendo ad esempio Berlino e Monaco di Baviera, dove «da più di 20 anni fanno pagare in base al numero di contenitori, alle loro dimensioni e alla frequenza di svuotamento decisa all’ inizio dell’ anno. Il tributo è legato alla produzione dei rifiuti e non come avviene in Italia, ad un fattore indipendente dalla quantità, nel nostro caso i metri quadrati. Questo vale soprattutto per le utenze non domestiche: con la tariffa puntuale non si vanno a penalizzare quelle attività che in questo momento non producono rifiuti», sottolinea Ruggieri. «Si tratta di un grosso problema, soprattutto in un periodo di crisi. I Comuni che stanno passando da Tarsu a Tares si stanno rendendo conto che si creano degli scompensi nella redistribuzione del costo del tributo». Secondo il Codacons, si ricondurrebbero così «i costi di smaltimento dei rifiuti ad equità sia nei confronti dei residenti all’ estero e dei proprietari di case utilizzate per le vacanze solo qualche mese l’ anno, sia nei confronti di numerose attività commerciali, oggi in crisi, che per l’ assurdo meccanismo dei metri quadrati pagano tariffe onerosissime, anche per gli spazi di ingombro che non producono rifiuti se non in quantitativi minimi: bar, alberghi e attività turistiche. Questo principio oggi purtroppo, paradossalmente, siamo costretti a cercare di farlo affermare con innumerevoli ricorsi alla commissione tributaria, nonostante l’ attuale amministrazione avesse assunto un impegno preciso in tal senso con la nostra associazione in campagna elettorale». Giuseppina Gherardi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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