4 Aprile 2020

Il Codacons farà una proposta per azzerare i costi

Ai tempi del Coronavirus, la strada più breve per arrivare al bancomat molte volte è anche quella più costosa. Le restrizioni e l’ obbligo di non uscire dal proprio Comune di residenza impongono alle famiglie di ritirare i soldi per la spesa all’ Atm più vicino. Spesso non è quello della propria banca, e se la banca di cui sono clienti non chiede un costo extra per l’ operazione, quelle diverse dal proprio istituto abituale fanno pagare un balzello che va dai 2 ai 3 euro. Ci sono però picchi anche più salati di commissioni. Il costo varia a seconda del contratto sottoscritto. In un periodo di difficoltà per il Paese e per molte famiglie, pare un ostacolo in più. Lo rilevano molti lettori de La Stampa che ci hanno scritto di aver spesso dovuto sborsare un piccolo surplus per avere la disponibilità dei propri risparmi. E’ vero che in questi giorni di Coronavirus niente è più normale. Va detto che le banche in questi momenti difficili sono al fianco del Paese con donazioni spesso milionarie per ospedali, istituzioni e anche per le stesse famiglie in difficoltà. Un’ attenzione particolare è stata rivolta anche alle imprese con plafond pensati per la ripartenza. Un piccolo sguardo alle filiali di Paese e alle piccole commissioni sarebbe un altro segnale. C’ è da dire tuttavia che alcuni istituti hanno già agito in tal senso. E’ il caso, per fare un esempio di Banca Intesa che ha deciso lo stop sui prelievi bancomat per chi si ritrova con le filiali chiuse nel proprio Comune. Anche in altri Paesi, per esempio la Germania, questo tipo di intervento è già arrivato. Alcune Casse di Risparmio e Banche Popolari del Paese hanno deciso di azzerare le commissioni per i prelievi. Proprio per accorciare la strada delle famiglie al bancomat. A onor del vero va anche detto però che i costi tedeschi per i prelievi sono pari all’ 1% della cifra ritirata, con un minimo di 5,90 euro. Quasi il triplo, insomma, di quel che si paga da noi in Italia. Va anche detto che molti istituti italiani non chiedono questo tipo di onere. Dipende dal contratto sottoscritto. Altri istituti fanno pagare solo a chi chiede somme sopra una certa cifra, per esempio sopra i 100 euro. Ci sono poi le smart bank di nuova generazione, le banche su smarphone, che sono appena arrivate sul mercato e per attirare nuovi clienti hanno azzerato questo tipo di spesa. Ognuno insomma ha il suo tipo di commissione cui badare. Il consiglio ai consumatori è di verificare sempre di che importo si tratta. «In questo momento andrebbero annullate tutte le commissioni sui prelievi e sulle operazioni bancarie – dice il Codacons -. Anche gli extra sulle operazioni online andrebbero rivisti perché hanno costi per i consumatori come nel caso delle commissioni sui prelievi e in questo periodo il loro utilizzo è aumentato proprio per effetto delle restrizioni». L’ associazione di consumatori si farà portavoce di un’ istanza in tal senso all’ Abi, l’ Associazione delle banche, affinché tutti gli istituti si attivino azzerano costi e commissioni su carte e operazioni online, per esempio pagamenti con carte di credito o versamenti. «L’ Abi non interviene su decisioni di prezzi dei servizi e commissioni delle singole banche. Prendiamo atto che nel mondo bancario si sta intervenendo con propria autonomia d’ impresa sulla questione».
sandra riccio

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