Il Codacons: fa male. La Pfizer: no, avvertenze esaurienti
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fonte:
- Il Mattino
Dopo la cerivastatina contenuta nel Lipobay, un?altra statina entra nell?occhio del ciclone: è la atorvastatina, contenuta nel Torvast, medicinale prodotto dalla Pfizer (la casa farmaceutica americana che produce anche il Viagra). La nuova denuncia arriva dal Codacons, che si è rivolto alle procure di Torino e di Roma segnalando il caso di Giancarlo Iocca, 38 anni, dializzato, che dopo aver usato per alcuni mesi il Torvast ha cominciato a soffrire di stanchezza ai muscoli e cedimento del collo, fino a finire sulla sedia a rotelle. La diagnosi è di rabdomiolisi. «La magistratura – spiega Carlo Rienzi, leader del Codacons – dovrà accertare se effettivamente i problemi dell?uomo sono causati, o comunque aggravati, dalla medicina e per quale ragione nel foglietto illustrativo del farmaco non sono evidenziati i rischi connessi all?assunzione in caso di grave insufficienza renale». Ma Pfizer rigetta con forza le accuse. «Il foglietto illustrativo e la scheda di atorvastatina attualmente in vigore – afferma l?azienda – non contengono controindicazioni o avvertenze per i pazienti con insufficienza renale perchè il rene non è coinvolto nel metabolismo del farmaco». La cartella clinica del paziente, aggiunge Pfizer, indica inoltre chiaramente un quadro di miopatia preesistente all?assunzione del farmaco: e sul foglietto illustrativo c?è scritto che «la dose di atorvatatina deve essere ridotta o il trattamento interrotto… se viene diagnosticata o sospettata una miopatia». Il Torvast attualmente viene utilizzato da 20 milioni di pazienti in tutto il mondo.
ECCESSO DI RICETTE. Per due pazienti su tre la somministrazione di statine non era importante o non era idonea. È quanto si evidenza da un monitoraggio su 612 persone contattate dal Codacons dopo l?esplosione del caso-Lipobay. L?85% degli intervistati (521 persone) è risultato in sovrappeso, il 90% (551) fa una vita sedentaria mentre per 459 persone (il 75%) la somministrazione del farmaco non era idonea. Solo il 10% (61 persone), poi, era stato preavvertito sui rischi di effetti colleaterali dai medici mentre il 5% (31 persone) ha svolto indagini del Cpk (monitoraggio degli enzimi). Per il Codacons in Italia ci sono troppi medici: 1 ogni 180 abitanti, 40 mila sono disoccupati e altri 60 mila risultano sottoccupati.
ATTENTI AL CUORE. Migliaia di infarti in eccesso si verificheranno nei prossimi anni se la situazione sull?assunzione delle statine non dovesse tornare alla normalità. L?allarme viene dagli esperti del Gruppo di studio per le malattie dismetaboliche e l?arterosclerosi che raccomandano di non abbandonarle. Secondo stime degli esperti, il trattamento dei circa 750 mila pazienti attualmente in terapia con questi farmaci nel nostro Paese, se condotto correttamente e prolungato per 5 anni, eviterà circa 25 mila eventi infartuali, di cui circa 10 mila fatali e 15 mila non fatali. Di contro, sono circa 50 i casi fatali associati all?uso delle statine in tutto il mondo, che si sommano ai circa 50 casi indotti dalla cerivastatina, già ritirata. A partire dagli anni ?80 i pazienti trattati con statine sono stati circa 100 milioni. «Sono stati così probabilmente evitati – sottolineano gli esperti, coordinati dal prof. Rodolfo Paoletti, farmacologo di Milano – circa 600 mila infarti all?anno, di cui la metà fatali: ben pochi farmaci possono vantare, nella storia della farmacologia moderna, simili rapporti rischio/beneficio».
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