23 Aprile 2006

Il Codacons: Due caffè anche 8 euro

Il Codacons: Due caffè anche 8 euro
Capitale più cara d`Europa La Fipe: Abbiamo troppe tasse

Andare ad una cena a base di pesce per 4 persone in un ristorante del centro e pagare 300 euro. E ancora, un trancio di pizza da un etto al prezzo di 3 euro, due bibite al tavolino di un bar al Gianicolo 15 euro. Sedersi a un tavolino di un bar del centro storico, ordinare un gelato e vedersi recapitare un conto di 10 euro. Acquistare una bottiglietta da mezzo litro di acqua minerale dai venditori ambulanti e sentirsi chiedere 3 euro. Queste sono solo alcune delle segnalazioni giunte al Codacons negli ultimi giorni da parte di turisti che della Capitale ricorderanno non solo Fontana di Trevi o il Colosseo, ma anche i prezzi alle stelle con i quali hanno dovuto fare i conti. “Ci arrivano continue lamentale – spiegano al Codacons – soprattutto da turisti che affollano il centro storico. È una costante di tutto l`anno ma più accentuata in periodi di festa come in questi giorni“. “Invitiamo sempre tutti i turisti a controllare bene i prezzi dei listini per vedere se ci sono quote aggiuntive sul servizio o discordanze palesi – aggiunge il Codacons – Roma resta una della capitali più care d`Europa e questo a lungo andare nuocerà sia al turismo di casa nostra che agli affari degli esercenti che se non adegueranno i prezzi verso il basso saranno i primi a rimetterci“. Di parere opposto la categoria degli esercenti che, per voce di Nicola Gaudenzino, presidente della Fipe Confcommercio, sostengono: “È vero che due caffè possono costare in alcuni bar del centro 8 euro ma è anche vero che la maggior parte del costo è dovuto al servizio offerto“. “Il turista infatti – aggiunge Gaudenzino – è consapevole del prezzo che va a pagare visto che questi sono esposti, in modo chiaro, fuori dall`esercizio commerciale. Se il cliente optasse per un semplice caffè al banco del bar pagherebbe non più di 70 centesimi. E poi anche i commercianti devono poter sopravvivere visto che il Comune ha aumentato la tassa di concessione del suolo pubblico del 112% e ciò può autorizzare l`esercente anche ad aumentare un po` i prezzi del servizio che offre. Ci sono negozianti che arrivano a pagare anche 20mila euro di tassa all`anno e non tutti i mesi occupano con tavolini e sedie il suolo pubblico“. “Roma comunque – conclude Gaudenzino – resta sempre la città meno cara d`Europa. Andate a vedere i prezzi in Spagna o in Inghilterra. Lì davvero si può dire che un caffè o una bibita costano cari, non qui a Roma“.

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