Il Codacons deposita l’ atto di riconoscimento di utilizzo del software
Il software impiegato nel campo delle dipendenze, il programma Mfp (Multifunctional platform) e diritti d’ autore: Giovanni Serpelloni, Oliviero Bosco, Maurizio Gomma e il Codacons allo scadere dei termini hanno depositato la richiesta di riassunzione della causa per il riconoscimento del diritto di paternità e di utilizzazione economica del software. Atto di citazione che il Codacons e i legali dei tre professionisti hanno presentato al tribunale civile di Venezia dopo che il Tar – al quale si erano rivolti in prima istanza – aveva stabilito la propria incompetenza a decidere in materia.L’ atto è stato proposto contro la Regione Veneto, l’ Ulss 20 di Verona, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Regione autonoma Sardegna e nei confronti dei legali rappresentanti di Ciditech, la società che, su incarico dell’ Ulss 20 e della Regione (che finanziò il programma) mise a punto il software del quale il Coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti dei consumatori – che rappresenta i tre medici – chiede che gli venga riconosciuto ogni «diritto di gestione, utilizzo e sfruttamento per fini di ricerca scientifica e cura delle dipendenze».E in via subordinata si chiede il «riconoscimento dei diritti di paternità dell’ opera in capo ai tre medici» e di «inibire la continuazione e/o la ripetizione della violazione sull’ utilizzo del software».M.F.
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Tags: Giovanni Serpelloni, Regione Veneto, software, ulss 20
