24 Giugno 2001

Il Codacons denuncia un altro caso di malsanità

Il Codacons denuncia il caso di un paziente che ha aspettato invano una chiamata dall`ospedale. La replica: «È stato lui a ricusare il chirurgo»
Un`ernia non strozzata, ma «complicata»
Dimesso senza intervento, mai più richiamato, protesta. «C`era un`emergenza»

Il Codacons, che ha presentato il caso, parla di malasanità. Forse non lo è, nel senso che non ci sono inaspettati decessi, o diagnosi sbagliate. Però è la storia di un cittadino, un paziente che crede che i suoi diritti di utente della Sanità pubblica siano stati calpestati. Tutto comincia con un`ernia inguinale, per la quale G.P., queste le iniziali del paziente, chiede di essere visitato,all`ospedale di San Luigi. La visita avviene, in regime intramurario e quindi a pagamento il 7 novembre dell`anno scorso. Viene ravvisata la necessità dell`intervento – da effettuarsi in corsia, così come decide il paziente – per il quale G.P è chiamato l`11 dicembre per essere sottoposto agli accertamenti di rito ed essere operato l`indomani.

«Nel pomeriggio di quel giorno – ricorda adesso G.P – un po` ansioso, ho chiesto per due volte a due diversi medici, se il mio intervento fosse programmato. E dopo la consultazione del tabellone entrambi mi hanno risposto che l`operazione era fissata per la tarda mattinata». Invece, alle 20,30 il chirurgo informa il paziente che, visto che era in programma un intervento della durata di sei ore, non avrebbe potuto essere operato.

«Ho manifestato evidente delusione e ho pensato che mi avrebbe operato il giorno dopo. E invece, il medico mi ha risposto che non era possibile nè il 12 nè il 13, mi ha consigliato di andarmene dicendo che mi avrebbe chiamato, solo le sue testuali parole, quando avrebbe avuto tre quarti d`ora liberi. Umiliato e in preda alla vergogna, sotto gli occhi degli altri pazienti che avevano sentito tutto, mi sono rivestito e sono tornato a casa».

La telefonata dall`ospedale non è mai arrivata. Subito dopo Natale il paziente scrive una lettera direttamente al chirurgo, chiedendo spiegazioni . Il 15 gennaio 2001 invia un esposto all`assessorato alla Sanità. Il 29 gennaio chiede la cartella clinica, apprendendo che è archiviata dal 23 gennaio. Il 15 febbraio presenta un esposto alla Procura della Repubblica. Nel frattempo informa la Polizia tributaria su un altro episodio: la ricevuta fiscale per la visita effettuata l`11 novembre, gli è stata recapitata – afferma – soltanto dopo una telefonata all`Urp dell`ospedale e con data 22 dicembre. Infine, a maggio G.P è stato operato da un altro chirurgo in una struttura privata convenzionata.

Fin qui la storia vista dalla parte del paziente, e resa nota ieri dal Codacons con un comunicato. Abbiamo cercato di verificare interpellando la controparte. L`azienda ospedaliera Garibaldi, cui fa capo il San Luigi, sollecitata dall`assessorato alla Sanità ha già avviato un`indagine interna, non ancora conclusa. Un`altra, collaterale, riguarda la ricevuta fiscale.

Non ci è stato possibile rintracciare il medico. La «voce» del San Luigi, per il momento, è quindi soltanto quella della dott.Cettina Motta, direttore sanitario del presidio ospedaliero.

«Si è presentata un`urgenza chirurgica – spiega – ed è per questo che l`intervento in questione non è stato effettuato quel giorno. Un`ernia inguinale non strozzata, ricordiamolo non è un intervento urgente, ma di elezione. Perchè il paziente non è stato richiamato? Pare, ma l`indagine non è ancora conclusa, che si sia comportato male con il primario e che egli stesso lo abbia ricusato come chirurgo». Il medico, dunque, secondo le informazioni finora disponibili da parte dell`ospedale, fornisce una ricostruzione dei fatti completamente diversa da quella del paziente. Non tutti gli interrogativi però sono ancora sciolti. Il Codacons ieri ha auspicato che sulla vicenda si faccia rapidamente chiarezza.




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