Il Codacons denuncia, cyber estorsioni navigando sui siti hard
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fonte:
- Giornale di Sicilia
nel primo trimestre 2019 di quest’ anno sono state presentate 20 denunce
Daniele Lo Porto Arriva un’ ondata di tentativi di raggiro attraverso l’ invio di email con un ricatto a sfondo sessuale. Da gennaio a metà aprile alla Questura di Catania sono state presentate 20 denunce formali, ma decine di segnalazioni, con un trend in crescendo nell’ ultimo mese. Un fenomeno che si ripete ciclicamente, con forme diverse, di grande allarme sociale tanto che il Codacons ha diffuso un comunicato per mettere in guardia persone distratte o ingenue che potrebbero cadere nel tranello e pagare un riscatto. L’ avvocato Carmelo Sardella, dirigente dell’ Ufficio legale regionale dell’ associazione di consumatori ha presentato un esposto -denuncia presso la Procura della Repubblica di Catania per il reato di estorsione. Cyber criminali, infatti, contattano le vittime via e-mail e minacciano di divulgare un filmato registrato all’ insaputa dell’ utente, con due schermate, che ritrarrebbe la vittima del ricatto intento a guardare film pornografici. La tecnica usata dai cyber criminali per estorcere denaro è la seguente: l’ invio di una e-mail più o meno con questo contenuto: «Come avrai notato, ti ho inviato un’ email dal tuo account. Ciò significa che ho pieno accesso al tuo account. Ti sto guardando da alcuni mesi. Il fatto è che sei stato infettato da malware attraverso un sito per adulti che hai visitato. Virus Trojan mi dà pieno accesso e controllo su un computer o altro dispositivo. Ciò significa che posso vedere tutto sullo schermo, accendere la videocamera e il microfono, ma non ne sai nulla. Ho anche accesso a tutti i tuoi contatti e tutta la tua corrispondenza». Per mantenere il segreto viene richiesto di pagare entro 48 ore una somma variabile, dai 250 ai 530 euro in cripto -valuta, con Bitcoin. La Polizia postale, a Catania diretta Primo dirigente Marcello La Bella che di solito è il primo interlocutore per le vittime del tentativo di estorsione, sottolinea che «è tecnicamente impossibile il fatto che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta elettronica, abbia potuto, con il solo fatto di aver avuto accesso alla mail, installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la cam o rubando i nostri dati». La Polizia postale invita dunque a «non pagare assolutamente alcun riscatto: l’ esperienza maturata dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, dargli soldi determina un accanimento nelle richieste estorsive, per ottenere ulteriore denaro». «Bisogna mantenere la calma e non cadere nella trappola – aggiunge Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons – perché il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ritrae la vittima in atteggiamenti intimi o in attività imbarazzanti, né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti. L’ inoculazione di virus informatici capaci di assumere il controllo dei dispositivi può avvenire soltanto con la disponibilità materiale dei dispositivi stessi, oppure col phishing informatico: è buona norma quindi non lasciare mai propri dispositivi incustoditi (e non protetti) e guardarsi dal cliccare su link o allegati di posta elettronica sospet.
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Tags: Carmelo Sardella, e-mail, ricatti
